L'Italia snobba il summit di Rubio contro 'il terrorismo rosso'

1 ora fa 3

Il governo italiano non parteciperà al summit convocato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio per affrontare il pericolo della "rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra". Almeno non a livello politico, mentre con ogni probabilità ci sarà un rappresentante diplomatico - forse dall'ambasciata a Washington - per un evento che ha suscitato perplessità in decine di cancellerie estere e tra i funzionari americani.

Tra i timori dell'ombra della crociata dell'amministrazione Trump sul movimento Antifa. Sebbene il Dipartimento di Stato americano abbia provato a vendere l'iniziativa in programma la prossima settimana segnalando che il terrorismo di estrema sinistra è "una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali", alcuni funzionari americani hanno visto un tentativo dell' amministrazione Trump di utilizzare potenti strumenti antiterrorismo per reprimere gli attivisti statunitensi considerati estremisti di sinistra. Il tycoon non ha mai nascosto il suo disprezzo per Antifa, e dopo l'omicidio di Charlie Kirk ha emesso un ordine esecutivo per definire il movimento un'"organizzazione terroristica interna". Ora, l'obiettivo dell'amministrazione potrebbe essere bollarlo come "terrorismo straniero", per sbloccare ulteriori strumenti investigativi come la sorveglianza. E negli Stati Uniti, c'è chi teme che questa strategia possa trasformarsi in un boomerang in caso di ritorno dei democratici alla Casa Bianca: "Sarebbe un precedente per un'eventuale amministrazione Gavin Newsom per prendersela con i conservatori", ha affermato un funzionario Usa al Washington Post. Di fronte a questo quadro, non sorprende la perplessità espressa tra le decine di ministri invitati all'incontro - oltre 60 Paesi, secondo il Wp - tra cui figurano la maggior parte delle nazioni europee, i principali Stati latinoamericani e diversi asiatici, come India, Indonesia e Singapore. Alcuni funzionari di governi stranieri hanno espresso disappunto per l'invito, sia per il breve preavviso - appena un paio di settimane - sia per gli obiettivi vaghi dell'iniziativa.

Così, diversi rappresentanti hanno subito giudicato improbabile una partecipazione a livello di ministri, a causa dei numerosi impegni diplomatici. Altri hanno espresso perplessità squisitamente politiche, sottolineando di non capire il motivo dell'invito: "Non abbiamo Antifa", ha detto un diplomatico europeo al Wp. "Le nostre forze dell'ordine non si concentrano sul terrorismo di sinistra perché non è considerato una minaccia prioritaria nel nostro Paese", ha detto un altro funzionario. Da qui, la decisione di molte cancellerie di snobbare l'evento, pensando al massimo a una partecipazione a livello di rappresentanza diplomatica. Sullo stesso solco sembra essersi posta anche l'Italia, dove la notizia dell'invito recapitato a Roma aveva subito suscitato le polemiche politiche, con l'opposizione che ha chiesto al governo di disertare un'iniziativa "che richiama le peggiori stagioni del maccartismo e della caccia alle streghe ideologica" e che "vuole trasformare l'antifascismo e il dissenso sociale in un problema di ordine pubblico", ha sottolineato nei giorni scorsi Avs. Una decisione di questo tipo non poteva essere però presa a cuor leggero, di fronte alle tensioni registrate nelle scorse settimane tra Giorgia Meloni e Donald Trump, per ultimo il meme postato su Truth che invitava a "un'ordinanza restrittiva" per la premier italiana. Ma l'alleanza transatlantica resta solida, è il mantra dell'esecutivo, anche quando ci sono dei disaccordi. Come - probabilmente - anche quello sull'urgenza di organizzare un vertice internazionale dedicato alla minaccia del terrorismo rosso.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo