Il sottosegretario al ministero dell'Interno Nicola Molteni annuncia il rafforzamento e l'incremento degli organici di questure e commissariati di polizia in tutta Italia grazie alle oltre 3000 assunzioni di poliziotti che ad agosto entreranno in servizio, secondo quanto stabilito dal piano nazionale di potenziamento voluto dal Viminale e dal Governo. In Lombardia ai commissariati di polizia e alle questure verranno assegnati oltre 180 agenti in uscita dal 233º corso allievi. "Poliziotti giovani, formati, che andranno a incrementare le attività di controllo del territorio, di contrasto all'immigrazione clandestina e di prevenzione dei fenomeni di allarme sociale come baby gang, maranza, spacciatori e criminalità predatoria", dice Molteni.
Ma a stretto giro arrivano le inaspettate critiche del governatore della Lombardia Attilio Fontana. Per il quale è "penalizzante" per la Lombardia la distribuzione dei nuovi organici sul territorio annunciata dal Viminale. In Lombardia arriveranno infatti 180 agenti sui tremila totali, quindi, osserva il governatore, solo il 6% nonostante nella regione, dove si produce il 23% del Pil, viva il 17% della popolazione italiana. "Non si può fare finta di nulla di fronte a questa sottovalutazione. Questa scelta - aggiunge - riflette una logica che non sa leggere il territorio". "Non conosco le logiche ministeriali che sottendono a questa decisione che, certo, risponderanno a motivazioni tecniche, ma non si può fare finta di nulla di fronte a questa sottovalutazione. Politicamente - sottolinea ancora Fontana - è un segno ulteriore di sottovalutazione delle necessità del Nord produttivo, della Lombardia, di Milano: l'assegnazione del 6% dei nuovi agenti a una regione che rappresenta il 17% della popolazione e il 23% del PIL appare penalizzante e rischia di non rispondere alle crescenti richieste di sicurezza di un territorio così nevralgico per il Paese. Questa scelta - concude - riflette una logica che non sa leggere il territorio".
Critiche arrivano anche dal sindacato di polizia Silp Cgil che definisce "propaganda" la diffusione dei dati relativi alle assegnazioni di personale del ruolo agenti e assistenti presso le Questure e i Commissariati su tutto il territorio nazionale. "Siamo di fronte all'ennesima operazione di pura propaganda orchestrata da questo governo", afferma il segretario generale Silp Cgil, Pietro Colapietro. "Assistiamo a una modalità di diffusione dei dati inaccettabile: prima ancora che l'amministrazione ne desse comunicazione ufficiale, i numeri sono stati veicolati da parlamentari di maggioranza nelle diverse realtà locali, usati come una sorta di 'velina' politica per intestarsi meriti e millantare un'attenzione alla sicurezza che, nei fatti, resta tutta da dimostrare", conclude.
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