L'Italia nei Settanta, arte, moda e design sono stati l'antidoto agli anni di piombo

9 ore fa 1

(di Agnese Ferrara) "Si ricordano come gli anni di piombo gli anni Settanta in Italia e furono anche quelli del tritolo, come viene detto, ma sono stati anche un decennio importante e innovativo di grandi conquiste di diritti civili e un periodo straordinariamente creativo con un fitto dialogo tra i diversi linguaggi del mondo della moda, del design e dell'arte. Per noi la creatività è stata l'antidoto a quel periodo così fosco e violento'', racconta all'ANSA Raffaella Sgubin, curatrice con Carla Cerutti, Lorenzo Michelli e Minio Capucci della mostra 'Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design' in programma dal 27 giugno al 29 novembre a Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia. La rassegna è la terza tappa di un percorso avviato dall'ente regionale per il patrimonio artistico del Friuli Venezia Giulia, Erpac Fvg, dedicato alle trasformazioni del secondo dopoguerra, dopo le precedenti edizioni dedicate agli anni Cinquanta e Sessanta.
    "E' un format con un focus sulla creatività italiana e sulle radici del made in Italy, - precisa la curatrice Sgubin. - Negli anni Settanta si è passati dall'alta artigianalità dei decenni precedenti, in cui progettazione e realizzazione coincidevano, ad un'epoca che si è aperta all'internazionalità e all'industrializzazione. E il cambiamento è particolarmente evidente nel settore della moda dove il couturier, la figura del sarto, diventa stilista, parola nuova che venne coniata da Anna Piaggi per definire Walter Albini, il padre del prêt-à-porter e degli stilisti che lo seguirono come Armani e Versace, ad esempio. L'abito diventa industriale anche se di grande qualità.
    La creatività viene così applicata alla linea della produzione".
    La sezione delle arti visive include opere di Alberto Burri e Afro, Gino De Dominicis, Giorgio Griffa, Rodolfo Aricò, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi e Lucio Saffaro. Nel corpo della mostra anche Ugo Nespolo e un'installazione di Michelangelo Pistoletto.
    "L'arte e la moda si contaminano da comuni ispirazioni in questo decennio. Qui ad esempio affianchiamo un Cretto bianco di Alberto Burri con un cappotto-scultura costruito ad intarsi, il 'Cretto' di Roberto Capucci, - sottolinea Raffaella Sgubin. - Sul fronte del design, prosegue l'uso sperimentale della plastica avviato negli anni Sessanta, soprattutto negli arredi tanto che nel museo abbiamo ricostruito fedelmente anche una scenografia di una serie inglese molto popolare negli anni Settanta, Spazio 1999 che, curiosamente, nella sua prima edizione aveva un allestimento con oggetti di design italiano, incluse opere di Gae Aulenti e Vico Magistretti. Un'altra ricostruzione d'ambiente riguarda la pellicola 'Gruppo di famiglia in un interno' di Luchino Visconti che mostrava un contrasto forte tra l'arredo antico e aulico della casa del professore e quello modernissimo, bianco, metallico, inclusa una palma di Schifano, dell'appartamento della famiglia. Ci sono anche due abiti prestataci dalla sartoria Tirelli di Roma, un vestito da sera indossato da Silvana Mangano e un abito da sposa indossato da Claudia Cardinale". Tra gli oggetti anche una Maserati 'ghibli spider' del '69 dal design sorprendente.
    In collegamento con la mostra goriziana, a Gradisca d'Isonzo, dal 26 giugno al 29 novembre anche il progetto "Fvg Settanta.
    Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni '70, alla Galleria Regionale d'Arte Contemporanea "Luigi Spazzapan", dedicata al territorio - da Trieste a Udine, da Pordenone fino all'Isontino - crocevia di avanguardie artistiche. Informazioni su palazzoattems.regione.fvg.it
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo