Il figlio Giuseppe e la moglie Catherine continuano a supportare il club con ulteriori versamenti in conto capitale e la conferma della sponsorizzazione di Mediacom. Si è visto pure sul mercato...
Quando a gennaio, pochi giorni dopo la scomparsa di Rocco Commisso, il consiglio d’amministrazione nominò Giuseppe presidente, il figlio disse solennemente: “Sono profondamente determinato a portare avanti la sua eredità e la sua visione nel costruire la Fiorentina. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il club nel pieno rispetto dei suoi valori, della sua storia e del legame con la città e i suoi tifosi, così come ha fatto mio padre, confermando il nostro impegno nel perseguire una visione di lungo periodo orientata alla stabilità, alla sostenibilità e al consolidamento del ruolo della Fiorentina nel panorama calcistico nazionale e internazionale”. Detto, fatto. La Gazzetta, a distanza di sette mesi da quell’avvicendamento, è in grado di svelare che l’impegno della famiglia Commisso è proseguito non solo a parole, ma anche con i fatti. Negli ultimi mesi, infatti, la proprietà ha versato 100 milioni nelle casse del club viola, in conto capitale. Inoltre, ha confermato per la stagione 2026-27 la sponsorizzazione di Mediacom, compreso l’importo di 25 milioni annui. Oltre a Giuseppe, la linea di continuità è rappresentata dalla madre Catherine, entrata nel cda all’inizio dell’anno, con Mark Stephan e Alessandro Ferrari confermati nei ruoli di amministratore delegato e direttore generale. La prima mossa, a febbraio, è stata la nomina di Fabio Paratici a direttore sportivo. Come a dire: abbiamo ambizioni forti, vogliamo costruire un nuovo progetto tecnico.
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La delusione dell’ultima stagione, dopo gli oltre 90 milioni spesi in acquisti nell’estate 2025 e tradotti in un misero 15° posto in Serie A, non ha scalfito l’entusiasmo degli eredi di Rocco, che hanno prontamente rilanciato. Così la Fiorentina ha recitato da protagonista in questa sessione di mercato: 26 milioni per Oulai, 25 per Atta, 22,5 per Pellegrino, 15 per Viery, 8 per Valdepenas, più i prestiti di Dragusin, Mastantuono, Jimenez e Joao Mario, per un totale di quasi 100 milioni in “cartellini”, a fronte di circa 50 milioni incassati finora dalle cessioni. Chiaramente, le spese del player trading seguono dinamiche differenti dagli apporti di equity. I corrispettivi delle transazioni sono rateizzati sia dal punto di vista finanziario sia da quello contabile e il loro impatto si misura anche in base alle uscite. Paratici presta attenzione, in particolare, all’aggravio che gli acquisti comportano sul conto economico, in termini di stipendi e ammortamenti. Per questa ragione, lavora parallelamente alle cessioni, in modo da ridurre lo squilibrio. Anche perché nella scorsa stagione i costi erano già lievitati.
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In ogni caso, il management sa di avere alle spalle una proprietà solida. I 100 milioni versati nell’ultimo anno si aggiungono ai 186 che risultavano al 30 giugno 2025, di cui 122 destinati a finanziare il Viola Park, gioiello immobiliare che ha arricchito gli asset del club viola. Questi continui apporti di capitale consentono alla Fiorentina di rimanere indipendente dal sistema creditizio: i debiti con le banche sono pari a zero. Non va dimenticato, inoltre, che ogni anno affluiscono copiose risorse attraverso il main sponsor Mediacom: compresi i 25 milioni del 2026-27, dalla partnership sono arrivati complessivamente 200 milioni. La famiglia Commisso, quindi, ha immesso 486 milioni nella Fiorentina dal giugno 2019, quando Rocco rilevò il club dai fratelli Della Valle. All’epoca versò ai venditori 143 milioni per l’acquisto delle azioni; la valutazione finale del deal fu di 170 milioni, considerando anche i costi di chiusura, che sarebbero però entrati nel capitale. Tutto sommato, l’investimento dei Commisso a Firenze ammonta a 629 milioni. E non è finita qui: a questa cifra si aggiungono i 55 milioni già messi nero su bianco per partecipare ai lavori di ristrutturazione del Franchi.


