Lukaku, che bordate: "A Napoli il peggior anno della mia vita. Io fuori forma? Mi hanno boicottato"

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Il belga spiega l’addio: "Sono state fatte delle scelte e dette delle cose, è stato meglio per me andarmene"

Alessandra Vaccaro

19 agosto - 13:16 - MILANO

"È stato l’anno peggiore della mia vita", quello appena concluso al Napoli, parola di Romelu Lukaku. C’era da immaginarselo, ma se a confermarlo è il diretto interessato fa più effetto. L’ex centravanti azzurro, appena arrivato alla corte del Fenerbahce, ha approfittato del post partita del playoff Champions contro il Lione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa che, a giudicare dai toni, pesano come macigni. Romelu è reduce da una stagione da dimenticare in azzurro, 102 minuti giocati tra tutte le competizioni e, un gol vittoria, contro il Verona (in extremis) che avrebbe dovuto rappresentare la svolta, ma che è andato ad ingrossare il bagaglio di delusioni stagionali. Big Rom ha vissuto un addio al Napoli straziante, durato un anno, dall’infortunio rimediato nell’ultima amichevole della scorsa pre-season a Castel di Sangro contro l’Olympiacos, alla rottura con il padre calcistico Antonio Conte. Nel frattempo, una serie di vicende che ne hanno condizionato negativamente l’umore e il rendimento: la morte del padre con gli annessi problemi legati alla sepoltura, il lento recupero dalla lesione del retto femorale, il braccio di ferro con il club per la scelta di riatletizzarsi in Belgio. Non sono mancati gli equivoci con i tifosi napoletani, tendenzialmente pro Conte nella querelle più personale che calcistica con Big Rom. Non c’è stata pace per Romelu, scivolato sempre più ai margini del progetto azzurro. Pur di tagliare i conti con il recente passato, Lukaku ha accettato l’offerta del Fenerbahce e si è accasato in Turchia per rilanciarsi in una piazza, almeno apparentemente più semplice e ben disposta. 

il ritorno

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Romelu Lukaku ha vuotato il sacco, ai microfoni della tv belga, intervistato dall’ex giocatore Gilles De Bilde: "Ho firmato qui al Fenerbahce per una stagione con un’opzione per un’altra. Spero di poter onorare questi due anni. Dopodiché, tornerò a casa. Sarò ancora in forma. Ho sempre detto di voler continuare fino al 2030, anche con i Red Devils. Dopo, sarà ‘game over’. Ci sono tanti giocatori che riescono a giocare a calcio fino a 40 anni. È una questione di mentalità. Se dai sempre retta alle opinioni altrui, diventi infelice. Ma io mi prendo cura di me stesso. Ora sono tornato. Questa in Turchia è una nuova esperienza, ma ad alto livello professionale. Sapete bene come sono fatto. Ho bisogno di motivazioni. È la soluzione migliore per me, voglio continuare a giocare ad alti livelli. Qui giocherò in un campionato forte, lotterò per i trofei e chissà, magari anche in Champions League. È un bene per me e per la Nazionale". 

sempre in forma

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Le parole di Romelu suonano come una stoccata anche a Rudi Garcia, ex ct del Belgio che nelle ultime ore l'ha punzecchiato in una lunga intervista rilasciata a L’Equipe: "Lukaku è una mia sconfessa vinta, ma contro i difensori al 100% non fa più la differenza". Big Rom ha fatto chiarezza sull’addio al Napoli: "Perché ho scelto di andarmene? Ho sentito delle cose e sono state fatte delle scelte… Tutto qui. È stato meglio per me andare via". Il centravanti belga ci ha tenuto a mettere i puntini sulle i in merito alla sua condizione fisica: "L’affermazione che non sono in forma è semplicemente falsa. Probabilmente l’hanno detta in Italia per boicottarmi. Sono al 100% in forma per giocare". L’ex Napoli ci ha tenuto a elogiare l’accoglienza turca: "È stata una delle poche volte in cui sono rimasto davvero impressionato. È stato fenomenale. Certo avrei voluto giocare più di dieci minuti, mi sono allenato a pieno ritmo solo per quattro giorni, seppur con doppie sessioni. È un percorso che devo seguire. Ci vorrà del tempo e devo guadagnarmi il mio posto. Con l’età si diventa più pazienti". Pazienza che Big Rom ha dimostrato di avere nell'ultima stagione al Napoli, "la peggiore della sua vita".

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