Moto d'acqua: categorie, norme, spiagge e patente

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Simbolo per eccellenza della nautica divertente, ora questo veicolo è guidabile anche a 16 anni. Ma per non avere problemi bisogna rispettare non poche norme sulla navigazione e sulla distanza dalla costa: ecco quelle fondamentali

Maurizio Bertera

19 agosto - 13:18 - MILANO

Per chi ama il mare e i motori, difficile trovare qualcosa di più entusiasmante di una moto d'acqua, in grado di unire le passioni. Tanto che vengono impiegate anche per le competizioni ufficiali della Federazione italiana motonautica che ammette sei categorie: Runabout, Ski, Endurance, Free-Style, Spark Giovanile e Ski Giovanile. Tecnicamente, le moto d'acqua sono unità da diporto con scafo inferiore a 4 metri di lunghezza - quindi natanti, elemento fondamentale per le regole - dotate di un motore a idrogetto. Si possono dividere in due grandi famiglie. La prima è quella degli jet-ski (o Ski) per una sola persona che guida in piedi: richiedono grande equilibrio e sono usate per manovre acrobatiche e freestyle. La seconda è quella dei runabout: più grandi con sella, consentono di viaggiare seduti e ospitano da due a tre persone. La loro stabilità ha portato alla nascita dei touring /utility, versione dei runabout pensata per le lunghe escursioni, con serbatoi grandi e spazi di carico. Al di là delle tipologie, a tutte le moto d’acqua, è consentito navigare esclusivamente in ore diurne e con condizioni meteo marine assicurate favorevoli, ad una distanza di oltre 500 metri dalle spiagge e di oltre 300 metri dalle coste a picco. Detto questo ha sempre senso informarsi presso la Capitaneria di Porto locale perchè, al di là di doversi attenere a queste regole generali, ci sono situazioni che mutano in base al tipo di costa. Per capirsi, è facile che la distanza minima, prescritta dalla normativa, sia maggiore di fronte a degli stabilimenti balneari e minore di fronte a delle scogliere. Due divieti, invece, valgono su tutto il territorio: non ci si può allontanare a più di 1 miglio dalla costa - circa 1,8 km - e non si può navigare nelle giornate del 14, 15 e 16 agosto.

L'EXCURSUS PER LA PATENTE

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Non si può guidare una moto d'acqua senza una patente: nel 2025, l'introduzione della patente D1, quella che è stata definita il "patentino" ha cambiato le regole per le moto d'acqua. Ora i sedicenni possono condurre, di giorno ed entro le 6 miglia dalla costa i natanti (ossia le unità che non superano in dieci metri di lunghezza) e appunto le moto d’acqua fino a un miglio dalla costa. Il limite massimo di potenza è fissato a 85 kW (115,6 Cv) mentre per guidarle senza le limitazioni previste dalla D1, è necessaria la patente nautica di categoria A, per la quale l'età minima è di 18 anni. La patente può essere conseguita frequentando un corso formativo nelle scuole nautiche che consiste in una fase di insegnamento teorico, una di esercitazioni pratiche individuali e superando una prova a quiz di idoneità finale. L’insegnamento teorico ha una durata di almeno cinque ore, organizzato con lezioni frontali con frequenza obbligatoria in presenza, di durata non superiore a due ore giornaliere. Le esercitazioni pratiche individuali hanno una durata di almeno cinque ore non consecutive. Come per la patente auto, è possibile anche sostenere la prova di esame come privatisti presso le sedi della Motorizzazione Civile presentando un attestato di svolgimento delle esercitazioni pratiche obbligatorie a cui va aggiunta la spesa fissa per i soli bollettini e certificati di circa 100-150 euro. Il costo del "patentino", lo abbiamo verificato presso varie scuole nautiche, va da 700 a oltre 1000 euro, comprensive. Avviso ai naviganti, under 18 o comunque senza patente: la sanzione prevista per chi viene sorpreso a guidare sprovvisto di patente va da un minimo di 2.100 euro fino a un massimo di 8.263 euro. Per la cronaca, a Ferragosto, è bastata una serie di controlli sul litorale catanese - da parte della Polizia di Stato - ha portato a 12 sanzioni verso i guidatori di moto d'acqua.

SITUAZIONI A RISCHIO

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A proposito di sanzioni, non sono poche le situazioni in cui il guidatore deve stare attento: le ricordiamo, per quanto quasi tutte siano al limite dello scontato.  Il varo, l’alaggio (cioè la manovra opposta al varo: la barca viene fatta uscire dall'acqua per metterla a terra), la partenza e l’approdo sono operazioni consentite solo dai porti, laddove siano esistenti strutture appositamente destinate per la finalità o da "corridoi di lancio" che delimitano gli specchi d'acqua per l'approdo e la partenza delle barche negli stabilimenti balneari. In nessun caso è consentito alle moto d'acqua di attraversare le zone riservate ai bagnanti, nemmeno a motore spento. Poi non bisogna navigare nell’ambito dei porti e dei canali, se non per l’arrivo o la partenza e per raggiungere gli impianti di distribuzione del carburante come è vietato navigare negli specchi acquei interdetti alla balneazione per motivi igienico-sanitari. I mezzi non possono essere lasciati, sia in ore diurne che notturne, al di fuori delle apposite aree destinate ed è vietato tenere depositi di carburanti nonché effettuare rifornimenti al di fuori delle stazioni. La normativa impedisce altresì di eseguire in proprio lavori di manutenzione e/o lavaggio con olii lubrificanti, detersivi od altri prodotti potenzialmente inquinanti. Inoltre, le moto d'acqua devono essere obbligatoriamente provviste di acceleratore a ritorno automatico, nonché di un dispositivo sul circuito di accensione che ne assicuri l’arresto del motore in caso di caduta del pilota e tale dispositivo deve essere installato sul natante in modo ben visibile. È obbligatorio un dispositivo telecomandato di spegnimento, la cui distanza utile non sia inferiore a 300 metri dalla costa. Infine, pare scontato ma non lo è, non è possibile trainare sulla battigia e sulle spiagge le moto d’acqua con l’ausilio di carrelli spinti da mezzi meccanici. Tali operazioni potranno essere effettuate solamente nelle aree appositamente attrezzate, con attraversamento perpendicolare alla battigia, segnalato per renderlo noto e visibile a tutti i fruitori della spiaggia. Quindi, è necessario fare attenzione una volta di più.

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