La formula della gara introdotta recentemente per rendere più spettacolari le gare in acque libere
7 agosto - 12:11 - MILANO
Il nuoto scopre la knockout sprint, alla ricerca di spettacolo anche per il fondo. Il format, che ha esordito un anno fa prima agli Europei e poi ai Mondiali (miglior risultato l’argento di Ginevra Taddeucci), è una sorta di gara a eliminazione. È sostanzialmente identico tra settore femminile e maschile, prevede di fatto una serie di turni ravvicinati a eliminazione diretta che scremano il gruppo dei partecipanti fino all’ultimo atto, riservato a dieci atleti. Inizialmente si parte però con due batterie sulla distanza dei 1500 metri in cui avanzano alla fase successiva i primi dieci classificati di entrambe le serie. A seguire si disputa la semifinale sui 1000 metri che promuove i migliori dieci al traguardo in finale. La knockout si chiude successivamente con uno sprint di 500 metri in cui i dieci nuotatori rimasti in gioco si danno battaglia per le medaglie.
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A differenza della tradizionale 10 km olimpica, in cui la gestione delle energie è fondamentale e spesso la gara si decide soltanto negli ultimi minuti, la knockout sprint premia invece esplosività, recupero e capacità di affrontare più prove nello stesso arco di tempo. Tra una fase e l'altra, infatti, gli atleti hanno soltanto poche decine di minuti per recuperare prima di tornare in acqua, un aspetto che rende decisiva non solo la velocità ma anche la capacità di smaltire rapidamente lo sforzo. Al momento la knockout sprint non è inserita nel programma olimpico: ai Giochi resta infatti confermata soltanto la 10 km. Il nuovo format rappresenta però uno dei principali esperimenti di World Aquatics per rendere il nuoto di fondo più spettacolare.
La Gazzetta dello Sport
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