Kimi è nel posto giusto al momento giusto: perché può credere nel Mondiale

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Race winner Mercedes driver Andrea Kimi Antonelli of Italy kisses the trophy as he celebrates on the podium after the Chinese Formula One Grand Prix at the Shanghai International Circuit in Shanghai, China, Sunday, March 15, 2026. (AP Photo/Vincent Thian)

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Antonelli a 19 anni ha vinto il suo primo Gran Premio, ha la macchina più forte e un compagno di squadra solido ma non imbattibile

Luigi Perna

Giornalista

16 marzo - 11:26 - MILANO

Quando è destino che qualcosa accada, tutto l’universo si allea per realizzarlo. La frase di Paulo Coelho sembra una sintesi perfetta per l’impresa compiuta da Andrea Kimi Antonelli nel GP di Cina. La prima vittoria in F.1 del talento bolognese, a soli 19 anni, cancella un digiuno dell’Italia che durava dall’ultimo successo di Giancarlo Fisichella a Sepang 2006, ottenuto quando Kimi non era ancora nato. Solo Max Verstappen è stato più precoce del pilotino della Mercedes, visto che aveva 18 anni quando trionfò nel GP di Spagna del 2016. In altre parole, Antonelli ieri ha scritto la storia. E appare chiaro che una serie di coincidenze astrali vi abbiano contribuito. Essere scoperto dal “talent scout” Giovanni Minardi ad appena otto anni e segnalato a Toto Wolff; essere allevato nei kart da Dino Chiesa, il mentore di Lewis Hamilton e Nico Rosberg; infine essere scelto dallo stesso Wolff che ha deciso di investire sulla sua carriera quando era ancora in fasce e gli ha offerto il sedile della Mercedes lasciato libero da Hamilton quando Kimi non aveva ancora la patente né la licenza liceale.

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