Il diabete si cura anche con lo sport: le linee guida degli esperti

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Attività aerobica, pesi ed esercizi di equilibrio aiutano a controllare glicemia, peso e rischio cardiovascolare: il movimento è parte della terapia

Daniele Particelli

16 marzo - 12:51 - MILANO

Quando si convive col diabete, fare attività fisica non è un semplice consiglio da seguire, ma è parte integrante della terapia: aiuta ad abbassare della glicemia, contribuisce a ridurre l’insulino-resistenza e il peso corporeo. I vantaggi non finiscono qui e a metterli nero su bianco è anche la Società Italiana di Diabetologia, pronta a richiamare l’attenzione su un messaggio chiaro, per chi soffre di diabete: bisogna muoversi con regolarità e alternando modalità diverse di allenamento.

Il diabete si cura anche con lo sport

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Ancora oggi, nel mondo, il diabete interessa centinaia di milioni di persone ed è associato a un aumento del rischio cardiovascolare e alla perdita di massa muscolare, così come alterazioni metaboliche e mortalità precoce. In questo contesto, l’esercizio fisico, abbinato a una dieta sana, rappresenta un pilastro terapeutico con benefici che si osservano anche indipendentemente dalla perdita di peso.

"L’attività fisica non è un complemento della terapia, è parte integrante delle strategie di prevenzione e di cura in tutte le fasi della malattia”, ha sottolineato Raffaella Buzzetti, presidente della Sid. Se finora l’accento è stato posto soprattutto sulla regolarità, le nuove evidenze scientifiche hanno cominciato a dare sempre più importanza alla varietà.

Alternare attività aerobica, allenamento di resistenza ed esercizi di equilibrio significa intervenire su meccanismi fisiologici differenti: migliorare la sensibilità all’insulina, ridurre il grasso viscerale, preservare la massa muscolare e controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare.

Lo studio su oltre 110mila persone

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Una delle analisi prospettiche più ampie sul rapporto tra attività fisica e salute è stata pubblicata sul British Medical Journal. Lo studio ha analizzato i dati di oltre 110 mila persone seguite per più di trent’anni negli Stati Uniti, nell’ambito del Nurses' Health Study e dell'Health Professionals Follow-Up Study.

I risultati hanno confermato che chi pratica regolarmente attività fisica vive più a lungo. Non solo. Le persone che nel tempo hanno alternato diverse modalità di esercizio, dalla camminata alla corsa, dal ciclismo ai pesi, hanno registrato una riduzione del rischio di mortalità del 19% rispetto a chi si è concentrato su un solo tipo di attività, anche a parità di quantità totale di movimento.

Perché l’effetto è sinergico?

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Le diverse tipologie di esercizio agiscono su fronti complementari. L'attività aerobica, come la camminata veloce, la bicicletta o il nuoto, migliora la sensibilità insulinica e la capacità cardiorespiratoria, facilitando il controllo della glicemia. L'allenamento di resistenza, come pesi, elastici o esercizi a corpo libero, contribuisce invece ad aumentare e preservare la massa muscolare. Più muscolo significa una maggiore capacità di utilizzare il glucosio, con effetti positivi sul metabolismo.

Gli esercizi di equilibrio e coordinazione, spesso trascurati, riducono il rischio di cadute, un aspetto particolarmente rilevante per chi soffre di neuropatia diabetica. Integrare queste modalità, ribadiscono gli esperti, permette di agire contemporaneamente su glicemia, pressione arteriosa, composizione corporea e profilo lipidico.

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