L’azzurro, battuto dagli statunitensi Bromell (9”91) e Lyles (9”92) toglie altri tre centesimi al tempo del Golden Gala e si mette alle spalle tanti nomi prestigiosi
Marcell Jacobs c’è: il doppio campione olimpico di Tokyo 2021, 24 giorni dopo il quinto posto su 100 del Golden Gala di Roma in 9”99, è terzo nella tappa di Diamond League di Parigi in un convincente 9”96, decima prestazione della carriera, ma la migliore dai Giochi di… Parigi 2024. Meglio fanno solo gli statunitensi Trayvon Bromell (9”91) e Noah Lyles (9”92), che conosce la prima sconfitta della stagione. Le condizioni, all’interno dello stadio Charlety, non sono proibitive come si temeva. Anzi: quando gli sprinter vanno ai blocchi di partenza, sono favorevoli: non c’è vento (+0.1 metri al secondo), ci sono 29 gradi e il 45% di umidità.
la gara
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Dell’azzurro piacciono i tre centesimi di secondo di progresso, come l’azione - assai fluida e decontratta - grazie alla quale il crono è ottenuto. Il poliziotto, in quarta corsia, ha alla sinistra il canadese Andre De Grasse, ex compagno di allenamenti in Florida e alla destra lo statunitense Jordan Anthony, iridato dei 60 indoor, con Lyles in sesta corsia. La reazione allo sparo (0”161) è buona, anche se di 27/100 superiore a quella dell’Olimpico. Per almeno metà gara c’è molto equilibrio, con Lyles come quasi sempre costretto a inseguire. Bromell, all’esterno in ottava corsia, anche se di poco, è presto davanti a tutti. Marcell viaggia tra la quarta e la quinta piazza. E, diversamente da quanto accaduto a Roma, nel finale non sembra perdere velocità. Anzi: rispetto agli altri, aumenta. Al punto che negli ultimi veti metri sorpasso il sudafricano Akani Simbine, poi quarto con 9”97 e lo stesso Anthony, quinto in 9”99. Tra i battuti da Jacobs anche il keniano Ferdinand Omanyala (sesto in 10”02), De Grasse (settimo in 10”02) e il britannico Jeremiah Azu (ottavo in 10”18). Pensando agli Europei di Birmingham di metà agosto, dove l’allievo di Paolo Camossi andrà a caccia di un possibile terzo titolo consecutivo, si può essere ottimisti. Anche perché pensare ad altri margini di crescita non è vietato. Il gardesano peraltro tornerà in gara già mercoledì nel meeting austriaco di Eisenstadt, tappa Silver del Continental Tour.



