Ivanisevic racconta Djokovic: "È un genio folle: quando urlava..."

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L'ex allenatore di Novak sul campione serbo: "Altroché Federer e Nadal, Nole altro livello. Non piace? La gente giudica solo quello che vede. È una bravissima persona"

Alice Stellino

13 agosto - 19:49 - MILANO

A pochi giorni dall'uscita del documentario su Novak Djokovic, previsto in esclusiva su Prime video dal 20 agosto, Goran Ivanisevic ha ricordato i tempi in cui era il coach di Nole in un'intervista a 24 Sata. L'ex tennista croato, nonché vincitore di Wimbledon nel 2001, ha avuto l’opportunità di affiancare nella preparazione atletica il 24 volte vincitore Slam tra il 2019 e il 2024: "Mi conoscono più come l'allenatore di Novak che come giocatore". La filosofia dell'ex numero 1 al mondo? Messa in chiaro sin dal primo incontro: "Mi ha letteralmente detto all'inizio che chiunque non riesca a capire la sua follia non può lavorare con lui". Ivanisevic ha fornito un quadro completo del tennista, stile di gioco, modo di comunicare e perché non a tutti è simpatico dentro (e talvolta anche fuori) dal campo.

macchina perfetta

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Il coach ha espresso il suo affetto nei confronti del campione serbo: "Io e Djokovic ci assomigliamo molto per temperamento, mentalità e linguaggio". Ciò che renderebbe unico Nole, però, stando a quanto affermato, è proprio la sua forza mentale: "Lui è un estremo, un genio che non puoi nemmeno provare a capire perché ti perdi. La comunicazione con lui è molto caotica. Non capisco la metà di quello che mi urla in campo, ma lì si sfoga". E sull'inevitabile paragone con Federer e Nadal, protagonisti a tre insieme a Djokovic nelle sfide dello scorso decennio, la sentenza di Ivanisevic è lapidaria e non lascia spazio all'interpretazione: "Roger gioca in modo splendido, Rafa dà sempre il massimo. Novak è il più completo, ha il miglior tennis". Nole inizia a stringere la morsa come un boa, e prima che te ne renda conto il match si è concluso e lui ne è uscito indenne. Se il campione serbo è tanto perfetto, una macchina impeccabile che non sembra mai cedere alle pressioni dell'avversario, a cosa gli è stato utile l'affiancamento di un atleta con un solo Slam in carriera? L'ex allenatore è stato chiaro: la conversazione è alla base della prestazione degli atleti, serve a concentrarsi e ad affrontare la partita con più serenità.

figura equivoca

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Per quanto riguarda l'aspetto personale, Ivanisevic non ha dubbi: Nole rimane una delle figure più discusse e mal interpretate del tennis: "La gente lo percepisce in base a ciò che vede in campo. Urla? È fatto così. Gli altri sembrano migliori semplicemente perché stanno zitti". L'ex tennista ci tiene anche a ricordare l'impegno sociale del serbo, fondatore di un'associazione tennis e di diverse fondazioni benefiche. Che piaccia o no poco importa. D'altra parte, il tennis è uno sport gladiatorio, una questione personale, o uno o l'altro, senza mezze vie: "L'ego deve essere talmente alto da non poterlo vedere. Tutti vogliono vincere e essere i migliori". Intanto Novak attende il Master 1000 di Cincinnati dai campi del Montenegro, dove si sta allenando per tornare a dominare in assenza dei più forti del ranking. Così Ivanisevic conclude la sua lettura impeccabile: "Non è facile arrivare in cima, ed è ancora più difficile sopravvivere così a lungo. Lui ci riesce".

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