L’allenatore firmerà in settimana, la società vuole aprire con lui un ciclo e per supportarlo c'è un piano di mercato. Ecco gli obiettivi
La formalità sta per diventare ceralacca da depositare negli uffici della Lega: nei prossimi giorni Cristian Chivu firmerà il rinnovo del contratto fino al 2028, rispettando così le abitudini dell’Inter di Marotta che non vuole cominciare le stagioni con un allenatore in scadenza. I due hanno vinto le rispettive scommesse, superando di gran lunga le previsioni: nessuno avrebbe immaginato di presentare subito a Oaktree il doblete, scudetto più Coppa Italia, che era riuscito soltanto a Mourinho nella storia del club. Ecco perché Chivu guadagnerà molto di più a partire dal primo luglio: lo stipendio dovrebbe salire dopo una breve trattativa da 2 a 3 milioni più i bonus, certificando l’intenzione collettiva di aprire un ciclo con il tecnico allevato nei corridoi di casa
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L’entusiasmo per il percorso, che ha già garantito un maggio memorabile, è condiviso dalla proprietà che è pronta a sostenere la costruzione di una squadra più forte. Il budget di partenza è di 50 milioni ma verrà arricchito dalle cessioni non strategiche, con l’obiettivo di acquistare almeno tre titolari (due centrocampisti e un difensore centrale) e altri due calciatori che possano migliorare le rotazioni in prospettiva di un ritorno in grande stile nei salotti buoni della Champions League: la gestione della campagna internazionale, nella prima fase e soprattutto nel playoff contro il Bodo, è stata la macchia del 2026 che la società intende cancellare al più presto.
filosofia
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Di sicuro Chivu ha riconosciuto la validità del sistema di gioco che, già dai tempi dello scudetto di Antonio Conte, è stato il marchio distintivo dell’Inter: la tentazione di ritoccare il modulo, aderendo al format della difesa a quattro, è stata abbandonata nelle prime riunioni operative. Avanti con il 3-5-2, dunque, con conferma del quartetto offensivo in blocco, dal capocannoniere Lautaro in giù, e risorse finanziarie dirottate sugli altri reparti.
movimenti
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Il primo obiettivo del mercato è quasi dichiarato: Manu Koné, ieri impegnato con la Roma nella volata Champions. Marotta e Ausilio conoscono le esigenze finanziarie dei Friedkin, che devono produrre circa 80 milioni di ricavi da trading entro il 30 giugno. E sono pronti allo sforzo per inglobare il centrocampista già cercato l’estate scorsa. La prima richiesta della Roma è stata di 50 milioni, senza giocatori in contropartita. Cifra troppo alta. Ma si tratta e si tratterà ancora: con il passare delle settimane i contorni dell’affare appariranno più nitidi. L’altro rinforzo mediano potrebbe essere Curtis Jones, scadenza 2027 con il Liverpool: l’intesa con i manager è già stata raggiunta, bisogna ora trovare un accordo con la società che vende.
gli altri
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Quanto alla difesa, l’Inter ronza attorno a Muharemovic del Sassuolo e a Solet dell’Udinese: se non partono Bastoni (difficile) o Bisseck ne arriverà solo uno. Si cerca poi un portiere da affiancare a Josep Martinez, che dovrebbe usufruire inizialmente dello status di titolare. Gli verrà affiancato un competitor esperto, uno come lo spagnolo Kepa che ha vinto con l’Arsenal da riserva. Infine occhio alla fascia destra: Dumfries ha la clausola da 25 milioni che scade a luglio. La speranza dell’Inter è poter prendere comunque Marco Palestra dall’Atalanta, giusto per garantirsi il futuro. Ma dipenderà dalle richieste di Percassi, che non è avvezzo ai regali.

