Se il mare fa i capricci: Fioravanti ko in Nuova Zelanda (anche) per la mancanza di onde

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Nell’ultima tappa della Wsl in Nuova Zelanda l’azzurro si ferma a un passo dai quarti di finale in una difficile giornata con frangenti piccoli e rari. Trionfo per Italo Ferreira e Carissa Moore, entrambi alla prima vittoria dopo essere diventati genitori

Antonio Muglia

25 maggio 2026 (modifica alle 12:41) - MILANO

Emozioni e surf ai massimi livelli a Raglan, in Nuova Zelanda, ma anche tanti giorni difficili con condizioni ben al di sotto delle aspettative, tanto da mettere in difficoltà non solo gli atleti, ma anche l’organizzazione che ha riacciuffato in extremis una mareggiata tanto attesa e ha chiuso l’evento all’ultima giornata utile. La quarta tappa del tour della World surf league si è conclusa nella serata neozelandese di lunedì 25 maggio con condizioni eccellenti, ma è stata una gran fatica. A farne le spese anche l’azzurro Leonardo Fioravanti, arrivato qui carico di aspettative e pronto più che mai: aveva testato l’onda prima dell’inizio del tour (Raglan è stata introdotta last minute per ripiegare al forfait sudafricano) e allenato le gambe per lavorare la lunga sinistra di Manu Bay, baia stupenda situata a ovest della città di Hamilton. Ma Leo e colleghe e colleghi hanno dovuto fare i conti con l’elemento principe delle gare di surf: l’imprevidibilità del meteo.

la gara

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Il team della lega professionistica aveva capito subito che sarebbero stati giorni difficili perché all’arrivo della carovana, e a pochi giorni dalla prima sirena, una bella e grande mareggiata si stava spegnendo. Si parte subito, quindi: Leo incontra il brasiliano Mateus Herdy al secondo round, va sotto per tutta la batteria ma trova il guizzo giusto con un’onda che gli permette di mettere la freccia a novanta secondi dal termine e sorpassare il carioca. Sospiro di sollievo. Poi l’oceano Pacifico si mette di traverso e costringe a lunghe giornate di inattività per tutti. Tour gastronomici, relax e golf mentre il mare è piccolo, sgonfio, e soprattutto con onde rarissime. Quando si torna in gara, sempre con frangenti intorno al metro, significa soprattutto meno chance di fare punteggi. Il numero 46 originario di Cerveteri trova così l’americano Cole Houshmand, un ragazzone alto un metro e novanta. I rapporti di forza tra i due non sono definitivi, c’è anche una folta comitiva di bandiere italiane sugli scogli in riva a supportare l’azzurro, ma ci pensa l’oceano a mettere ordine: a poco meno di venti minuti dalla fine Houshmand trova una sinistra aperta e piazza lo score della vittoria. In teoria ci sarebbe tutto il tempo per rimediare, ma all’orizzonte le onde non si vedono. Fioravanti chiude il contest al nono posto, e sempre alla casella numero nove si troverà alla fine in classifica generale.

show ferreira

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Nel frattempo le onde sembrano riaffacciarsi: lo show va in scena a spizzichi e bocconi nel week end, con la Wsl impegnata a trovare le migliori finestre meteo. Nel gran finale, Italo Ferreira si trasforma in acrobata e batte l’australiano Morgan Ciblic, rientrato nel tour dopo la riqualificazione dei Challanger. Dal lato femminile l’hawaiana Carissa Moore batte Sawyer Lindblad, ventunenne e promettente surfista di San Clemente. Ferreira e Moore festeggiano insieme nel segno della famiglia. Entrambi sono diventati genitori negli ultimi tempi (Moore è tornata nel tour dopo due anni di stop): Carissa porta la figlia Olena sul palco e dedica la vittoria alle mamme; Ferreira, mentre è ancora in acqua, mima il gesto della nanna unendo le braccia a cucchiaio. Bei momenti per i due che condividono anche titoli del tour e le medaglie olimpiche. Ferreira si prende anche la testa della classifica (impressionante il dominio brasiliano con quattro atleti in cima), mentre tra le donne Gabriela Bryan scalza Luana Silva al primo posto. Ora bisogna nuovamente attraversare l’oceano perché il tour si sposta nelle Americhe: dal 5 giugno tappa in El Salvador, poi sarà la volta Saquarema a Rio de Janeiro, il giro di boa di un tour lungo dodici tappe.

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