All'ultima occasione possibile, se si esclude la tappa conclusiva domenica a Parigi, Jasper Philipsen è riuscito a cancellare lo zero dal suo tabellino di vittorie in questo Tour de France, imponendosi in volata nella 17/a tappa a Voiron. Il velocista belga aveva collezionato finora solo piazzamenti, concludendo cinque volte tra i primi cinque, ma grazie alla sua costanza e soprattutto al perfetto lavoro di lancio del compagno di squadra Mathieu van der Poel è riuscito a ottenere il suo 11/o alloro nella Grande Boucle, salendo almeno una volta sul primo gradino del podio in tutte le edizioni dal 2022 e rilanciandosi anche nella corsa per la conquista della maglia verde, al momento indossata dal danese Mads Pedersen.
Chi sembra non correre rischi di cedere il simbolo del comando è Tadej Pogacar, arrivato comodamente al traguardo con nove minuti di ritardo dal belga e pronto ad affrontare tre tappe sul suo terreno d'elezione, le salite, prima di assaporare un nuovo trionfo nella capitale francese. Unica, piccola ombra nel cammino del fuoriclasse della Uae è il rischio di non avere a disposizione nei prossimi giorni Adam Yates, il compagno di squadra per lui fondamentale nelle tappe di montagna. Il britannico ha avuto ieri sera un'indisposizione e ha pedalato a stento, arrivando al traguardo con oltre 26 minuti di ritardo.
Un suo ritiro è improbabile, ma di certo il suo apporto alla causa potrebbe essere ridotto.
Pogacar comunque non perde il sorriso, ma ha debordare oggi è la gioia di Philipsen, che temeva di aver già sparato a salve tutte le sue cartucce. "Ero preparato molto, molto bene, ero nella forma migliore della mia vita in questo Tour - ha dichiarato il belga -, ma la prima tappa è stata orribile, non riuscivo a trovare me stesso, non riuscivo a trovare la forma che credevo di avere. Finalmente, dopo 17 tappe, siamo riusciti a vincere per la squadra". Van der Poel aveva provato più volte a lanciare Philipsen all'attacco in vista del traguardo, ma per un motivo o per l'altro, il successo era sempre sfuggito, venendo spesso raccolto dal connazionale Tim Merlier. Questi però è stato costretto al ritiro, dando anche una spinta psicologica al velocista della Alpecin Premier Tech, che alla prima occasione buona ha ottenuto la vittoria.
Nel finale di una tappa concitata, un gruppo di sei corridori è riuscito a prendere il largo, con Pedersen capace di fare suo lo sprint intermedio a 27 km dal traguardo ma poco dopo ha cercato l'affondo solitario Jasper Styuven. L'azione del belga è stata però neutralizzata e nel frattempo un gruppo più numeroso, comprendente Philipsen e Van der Poel, si è unito ai fuggitivi.
A quel punto l'olandese ha preso in mano la situazione in favore del compagno di squadra, che ha vinto con diversi metri di vantaggio su Mauro Schmid e Olav Kooij, rispettivamente secondo e terzo al traguardo.
Domani si cambia scenario, con la 18/a tappa da Voiron a Orcieres Merlette, arrivo posto a 1850 metri di quota.
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