Il Papa è in Libano. A Istanbul incontra armeni e ortodossi, 'chiamati a costruire la pace'

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L'aereo del Papa, proveniente da Istanbul, è atterrato a Beirut scortato da due Caccia.

Il Papa ha incontrato la Chiesa armena e ha sottolineato la "coraggiosa testimonianza cristiana del popolo armeno nel corso dei secoli, spesso in circostanze tragiche". Il popolo armeno ha vissuto all'inizio del ventesimo secolo un genocidio, perpetrato dall'impero ottomano, riconosciuto come tale da molti Paesi.
Il Papa ha poi concluso l'incontro con la Chiesa armena ringraziandola per "i legami fraterni sempre più stretti" con la Chiesa Cattolica. 

Nel corso della Divina Liturgia al Patriarcato ortodosso, ultimo suo discorso in Turchia prima di proseguire verso il Libano, il Papa ha quindi sottolineato che cattolici e ortodossi debbono camminare insieme per essere nel mondo costruttori di pace. "Ci sono stati molti malintesi e persino conflitti tra cristiani di Chiese diverse in passato, e ci sono ancora ostacoli che ci impediscono di essere in piena comunione, ma non dobbiamo tornare indietro nell'impegno per l'unità", ha detto.

Quindi ha elencato tre "sfide" da affrontare insieme. "Innanzitutto, in questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace. Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio. Perciò, la pace si chiede con la preghiera, con la penitenza, con la contemplazione, con quella relazione viva col Signore che ci aiuta a discernere parole, gesti e azioni da intraprendere, perché siano veramente a servizio della pace".

Per il Papa poi "un'altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica" che "richiede un'autentica conversione spirituale per cambiare direzione e salvaguardare il creato. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato".

Infine "una terza sfida che vorrei menzionare è l'uso delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all'umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un'accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati".

Il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo, sempre nel corso della Divina liturgia con il Pontefice ha lanciato un appello affinché i cristiani lavorino per la pace. "Di fronte a tanta sofferenza, l'intera creazione che 'geme' si aspetta un messaggio di speranza unificato dai cristiani che condannino inequivocabilmente la guerra e la violenza, difendano la dignità umana e rispettino e si prendano cura della creazione di Dio".

"Non possiamo essere complici - ha detto il Patriarca ecumenico - dello spargimento di sangue che si sta verificando in Ucraina e in altre parti del mondo e rimanere in silenzio di fronte all'esodo dei cristiani dalla culla del cristianesimo o essere indifferenti alle ingiustizie subite dai 'fratelli più piccoli' del nostro Signore".

Bartolomeo ha aggiunto: "Non possiamo ignorare i problemi dell'inquinamento, dei rifiuti e del cambiamento climatico. Dobbiamo agire come operatori di pace, mostrarci come coloro che hanno fame e sete di giustizia e dobbiamo comportarci come buoni amministratori del creato".

E' l'ultimo giorno in Turchia per Papa Leone XIV.  Nel primo pomeriggio Prevost volerà in Libano, uno dei Paesi che più soffrono la travagliata situazione del Medio Oriente. Il primo appuntamento a Beirut sarà l'incontro con le autorità.
   

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