Il Palermo non ci sta: "Parlano persone che non erano nemmeno lì, realtà totalmente mistificata"

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Il club rosanero annuncia vie legali dopo la rissa che ha coinvolto la famiglia del ds Polito. Stangata del Giudice Sportivo: sanzionati Palumbo, Pierozzi e i due allenatori

21 maggio - 18:55 - MILANO

"Uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo Polito". Sono queste le parole del comunicato stampa rilasciato dal Palermo FC all’indomani dell’infuocata semifinale di ritorno dei playoff. Una partita che ha divertito il pubblico, fatta eccezione per la tribuna autorità: alla fine del primo tempo, con i rosanero in vantaggio, il settore è diventato lo scenario di una brutta rissa tra i dirigenti del Catanzaro e alcuni tifosi palermitani. Dai video emersi online, il protagonista assoluto sembrerebbe essere Vincenzo Polito – figlio di Ciro Polito, direttore sportivo del Catanzaro – al centro di un parapiglia che ha coinvolto circa 20 persone, tra cui l'intera famiglia Polito (padre compreso), diversi sostenitori palermitani e gli addetti alla sicurezza, prima del decisivo intervento della polizia. Come se non bastasse, nel post-partita, lo stesso Vincenzo Polito ha pubblicato una storia su Instagram in cui esultava per la finale raggiunta. Fatti che hanno spinto il Palermo a muoversi per vie legali, come emerge chiaramente dalla nota ufficiale del club: "Dopo la partita con il Catanzaro al Barbera, il Palermo FC si ritrova a prendere atto con estremo disappunto di dichiarazioni, rilasciate ad organi di stampa da chi non era neanche presente in loco, che mistificano del tutto la realtà di quanto di spiacevole accaduto nella tribuna autorità: uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo Polito, ampiamente documentato da numerose testimonianze video, che già sono oggetto di valutazione da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza e delle Istituzioni Sportive: a loro il compito di accertare i fatti e attribuire ogni responsabilità. Le aggressioni in tribuna, unite agli atti di vandalismo registrati e documentati alle autorità competenti negli spogliatoi e nelle aree tecniche dello stadio, sono fatti che a Palermo non sono mai accaduti e che sono ben lontani dalla logica e dallo spirito di questa società e di questa squadra, che da sempre approccia ogni trasferta e accoglie ogni avversario con il massimo rispetto delle regole e delle persone".

squalificati

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Gli animi sono rimasti tesi anche in campo, come dimostrano i provvedimenti del Giudice Sportivo. Tra i rosanero, Antonio Palumbo è stato squalificato per due giornate e punito con un’ammenda di 5000 euro "per avere, al termine della gara, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell'Arbitro rivolgendogli anche critiche irrispettose, reiterando tale atteggiamento e allontanandosi solo grazie all'intervento dei propri compagni di squadra". Solo una giornata di stop, invece, per Niccolò Pierozzi "per essersi reso responsabile di un fallo grave". Lo stesso destino ha accomunato anche gli allenatori delle due formazioni, entrambi squalificati per un turno: Cristian Agnelli (Catanzaro) "per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, rivolto espressioni ingiuriose all'indirizzo di un allenatore della squadra avversaria" e Maurizio D'Angelo (Palermo) "per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, rivolto espressioni ingiuriose all'indirizzo di un allenatore della squadra avversaria". Espulso e squalificato per una giornata, infine, anche il dirigente del Palermo Luca Alimonta “per avere contestato platealmente una decisione arbitrale”.

La Gazzetta dello Sport

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