Il tecnico dell'Arsenal: "Dovevo essere con i giocatori, ma non avevo l’energia giusta e sono venuto via. Quando l'ho saputo? Mio figlio maggiore ha cominciato a correre verso di me, mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘Papà, siamo campioni’. È stata una delle emozioni più forti che abbia mai avuto"
21 maggio - 19:42 - LONDRA
Non stava guardando. L’Arsenal stava per diventare re della Premier per la prima volta dopo 22 anni e l’uomo che l’ha riportata sul trono non stava seguendo la partita decisiva. Non era con i giocatori nel centro sportivo, dove poi è esplosa la festa. Non era sul divano di casa, con la famiglia. Mikel Arteta, quando i Gunners sono tornati campioni d’Inghilterra, era in giardino a preparare un barbecue. “Dovevo essere con i giocatori, ma non avevo l’energia giusta e sono venuto via. Ed è stato meglio così”, ha raccontato nel giorno due della nuova era che ha contribuito a lanciare, quella in cui l’Arsenal 22 anni dopo è di nuovo campione d’Inghilterra.
l'aneddoto
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Mikel ha svelato dov’era e cos’ha fatto nel momento in cui la sua carriera ha definitivamente svoltato in una lunga conferenza stampa organizzata come media day della finale di Champions, l’altro incredibile sogno che l’Arsenal si è regalato in questo indimenticabile 2025-26. “Dovevo essere coi giocatori al nostro centro di allenamento, ma dopo poco che ero lì mi sono reso conto che non avevo l’energia giusta. Sono andato a casa, ho lasciato i giocatori e il resto dello staff a vivere quel momento insieme. Non volevo guardare il City, sono andato in giardino e mi sono messo ad armeggiare con la legna. Sentivo solo qualche rumore dal salotto. Poi il mio figlio maggiore ha aperto la porta, ha cominciato a correre verso di me, mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘Papà, siamo campioni’ È stata una delle emozioni più forti che abbia mai provato. Poi sono usciti anche mia moglie e i miei altri figli, e vedere quanto erano felici è stato bellissimo. E poco dopo ha chiamato Ødegaard, chiedendomi dov’ero e perché non ero lì: gli ho detto di godersela e che ci saremmo visti da lì a poco da qualche parte per festeggiare. Era giusto che quel momento se lo godessero solo i giocatori, sarebbe stato diverso se ci fossi stato io”.
l'albero
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Nella sua prima volta davanti ai giornalisti dopo aver vinto il titolo, il 44enne tecnico che ha riportato l’Arsenal in Paradiso racconta uno dei momenti chiave della stagione. La Premier non era ancora cominciata, i Gunners però sapevano che in questo 2025-26 giocavano per vincere. “Ho radunato tutti vicino a un albero, tutta la squadra attorno - ricorda Arteta, al timone dei Gunners dal dicembre 2019 -. Ho detto loro di guardarsi attorno, negli occhi, di guardare la squadra che avevamo costruito e di rendersi conto che eravamo capaci di qualsiasi cosa, che potevamo essere molto, molto forti. Ho aggiunto che sarebbe tutto dipeso da noi però, dai nostri comportamenti, dal fatto che ognuno comprendesse il suo ruolo ogni singolo giorno, in ogni singola partita. E che la cosa più importante doveva sempre rimanere dare il meglio per la squadra. Una volta che i giocatori l’hanno capito, siamo saliti a un livello differente”
non il cosa ma il come
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Arteta trova ancora incredibile sentir dire che l’Arsenal ha vinto la Premier, si è emozionato per la reazione passionale di tifosi affezionati che aspettavano dal 2004 di poter esultare per il titolo. C’è una cosa, però, di cui il tecnico neocampione d’Inghilterra va particolarmente orgoglioso: non è solo l’aver vinto la Premier, è come la sua squadra è riuscita a vincerla. “Il momento più difficile è stato l’inizio, perché ricordo bene quando dicevate che se non vincevamo era finita. E giocare sempre con quella pressione non è facile. Eppure ogni singolo giocatore ha avuto un impatto nel corso della stagione. E siamo riusciti ad adattarci anche alle circostanze più difficili. Sono orgoglioso di aver vinto la Premier, ma sono ancora più orgoglioso del modo in cui l’abbiamo fatto”. C’è un altro obiettivo che renderebbe Arteta orgoglioso: vincere la Champions. La finale col Psg è sabato 30, lui come tutti i Gunners ha in testa l’ultimo turno di Premier in casa del Crystal Palace e alzare il trofeo. Vincere la Champions per la prima volta nella storia del club renderebbe questo 2025-26 la miglior stagione nella storia dell’Arsenal. E Arteta ha già deciso che quello è il prossimo traguardo di cui vuole andare orgoglioso.

