Il calcio ha perso il cannone: perché non si tira più da fuori area

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Inter Milan's Hakan Calhanoglu scores his side's second goal during the Serie A soccer match between Inter Milan and Roma in Milan, Italy, Sunday, April 5, 2026. (AP Photo/Luca Bruno)

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Quella di Calhanoglu contro la Roma è una prodezza a cui siamo abituati sempre meno. "Ai miei tempi ci provavano tutti", dice Veron. E in effetti negli ultimi 15 anni l'incidenza di tiri e gol da lontano si è ridotta parecchio...

Giorgio Burreddu

Collaboratore

11 aprile - 10:10 - MILANO

Proviamo a cercare le ragioni di una crisi partendo da lontano. Da fuori area. Il tiro da fuori, come gesto, non è una specie in estinzione. Secondo Opta, nei cinque campionati europei, dal 2011 al 2025, i tiri da fuori sono passati da 21.807 a 14.587, con un calo del 33,1%. Si provano, ma sempre meno. Cercare la conclusione dalla lunga distanza non è più una regola. E si fa esigenza solo quando c’è disperazione: data dal bisogno di recuperare uno svantaggio a una manciata di attimi dalla fine, dagli avversari che non lasciano spazio in area o dalla scelta indipendente (e forse sovversiva) di un calciatore. 

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