Guy Stéphan, il custode dei Bleus: chi è il vice di Deschamps che sfiderà Haaland

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Il ct è volato in Francia per l’ultimo saluto alla madre. Contro la Norvegia in panchina ci sarà il suo braccio destro da quindici anni: l’uomo nell’ombra che trasforma le idee in tattica e che i giocatori amano come un padre

Nei giorni più difficili per Didier Deschamps, volato ieri in Francia per dare l'ultimo saluto alla madre scomparsa, la Francia priva del suo ct sa di essere in buone mani. Nella gara di venerdì contro la Norvegia, infatti, in panchina ci sarà Guy Stéphan, braccio destro di DD, colui che meglio di tutti conosce i pensieri dell'amico tecnico. Stamani la stampa francese ha celebrato l'assistente di Deschamps, che dirigerà l'allenamento a porte chiuse di oggi (in segno di rispetto, annullate le conferenze stampa di due giocatori inizialmente programmate dopo pranzo). Toccherà a lui motivare una formazione che è già qualificata per i sedicesimi, ma che ci tiene a fare un regalo al suo allenatore volato in patria.

chi è

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Guy Stéphan, come molti dei viceallenatori, è un uomo che vive nell’ombra (lui, per carattere, ancora più degli altri...), ma ha dato un costruito importante per costruire la Francia che ha vinto un Mondiale, ne ha sfiorato un altro e che adesso sta provato a riscattare il ko nella finale del 2022 in Qatar. Lavora con Deschamps da oltre quindici anni: gli appassionati di calcio francese lo conoscono perché, quando DD viene inquadrato, spesso Stephan è accanto a lui, a parlare delle mosse da fare durante la gara. Compirà 70 anni il prossimo 17 ottobre ed è stato un centrocampista professionista tra gli anni '70 e '80, periodo nel quale ha indossato le maglie del Brest, del Guingamp e del Rennes: non era un fuoriclasse, ma aveva personalità e leadership anche allora. Appese le scarpe al chiodo, ha iniziato una carriera da allenatore che lo ha portato a guidare diversi club francesi, tra i quali il Bordeaux e il Lione, ma anche a far parte dello staff tecnico della Francia campione d'Europa nel 2000 (ai danni dell'Italia) con Lemerre in panchina. È stato ct del Senegal dal 2002 al 2005 senza però avere fortuna alla Coppa d'Africa del 2004. Nel 2006-07, mentre Deschamps era alla Juventus in Serie B, era assistente al Besiktas. Lavorano insieme dal 2009: la prima esperienza all'Olympique Marsiglia, poi il binomio è continuato in nazionale dove DD ha sostituto Laurent Blanc al termine dell'Europeo del 2012. Stephan studia gli avversari e trasforma in mosse tattiche le idee di Deschamps; lavora molto sul campo nella preparazione degli allenamenti ed è un confidente per molti giocatori ai quali in campo spiega i movimenti da fare, mentre fuori dà consigli preziosi dettati dalla sua esperienza. Lo fa spesso con modi paterni. Per questo è amato e rispettato da tutti quelli che in questi anni hanno indossato la maglia dei Bleus. Recentemente di lui, in un'intervista a l'Equipe, ha parlato Kylian Mbappé e il fuoriclasse del Real ha usato parole di grande stima.

stampa

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Ed eccoci ai giornali francesi di oggi. Le Monde lo ha definito "un pezzo fondamentale del sistema costruito da Deschamps" e non un semplice vice. Anche perché come DD, pure Stephan è sulla panchina della Francia da 14 anni. Sempre seduti negli stessi posti sul pullman che porta la squadra allo stadio prima delle partite, venerdì il posto del ct rimarrà vuoto. L'Équipe lo ha invece descritto come "il sostituto naturale" di Deschamps e ha sottolineato che nei quasi tre lustri insieme a Clairefontaine solo una volta, nel 2022, Stephan ha guidato la squadra: è successo quando Deschamps ha lasciato temporaneamente il ritiro della nazionale a causa della morte del padre. Ecco perché nella Federcalcio francese nessuno giudica un problema l'assenza temporanea di Deschamps. Per Le Parisien Stephan è "il custode della memoria tecnica dei Bleus".

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