Guerra in Iran: blocco Hormuz, problemi anche per le case auto orientali

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Alessandro Pinto

20 marzo 2026 (modifica alle 07:32) - MILANO

Oltre alle ripercussioni sul prezzo dei carburanti, il conflitto mediorientale sta danneggiando anche alcuni fra i principali marchi globali. Ecco quali sono i più coinvolti da questo blocco dell'export e le contromisure che stanno adottando

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Effetti collaterali della crisi

Obiettivi politici e militari, oltre agli scontati quanto numerosi effetti collaterali legati a doppio filo con il conflitto in Medio Oriente. Fra le criticità registrate in seguito all'attacco all'Iran effettuato il 28 febbraio scorso degli Stati Uniti e da Israele (con ripercussioni anche nei territori circostanti) si registra anche il momentaneo blocco dell'export automobilistico patito in maniera significativa da alcuni Paesi asiatici come la Cina, l'India, la Corea e il Giappone. Esportazioni per miliardi di dollari, ferme o fortemente rallentate per i possibili attacchi da parte di Teheran ai mercantili in transito sullo Stretto di Hormuz. Solo una porzione delle conseguenze più immediate della crisi, in uno scenario che paventa nuove difficoltà di approvvigionamento per molte materie prime fondamentali per l'industria automobilistica. Nelle schede successive, abbiamo inserito l'esposizione dei principali mercati orientali stimata in un'indagine condotta da Reuters.

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