Van der Poel sfida Pogacar: "La Milano-Sanremo? Io pronto al tris"

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Il belga ha già vinto nel 2023 e nel 2025: "Devo essere al top della condizione per non farmi staccare da Tadej sulla Cipressa. Anche Ganna tra i favoriti: è una corsa perfetta per lui"

Ciro Scognamiglio

Giornalista

20 marzo - 09:46 - MILANO

Sono tre edizioni di fila che Mathieu Van der Poel pedala da padrone alla Milano-Sanremo e... no, non è un errore. Il fatto che nel 2024 non abbia vinto conta fino a un certo punto, visto che il fuoriclasse olandese era stato decisivo per favorire il successo in volata del compagno Jasper Philipsen. Tre anni fa l’azione da maestro sul Poggio, nella passata stagione la volata mozzafiato in Via Roma vinta su Ganna e Pogacar, Mathieu stavolta va a caccia di un tris che non riesce a nessuno da Oscar Freire, primo nel 2004, 2007 e 2010. L’avvicinamento è stato il migliore possibile: senza dimenticare la stagione del cross, che ha dominato fino a stabilire il record di 8 Mondiali vinti, su strada ha sbancato l’Omloop al debutto e si è preso due tappe su 7 della Tirreno-Adriatico, utilizzata per rifinire al meglio la forma. È opinione comune che se c’è uno capace di impedire a Tadej Pogacar di vincere la prima Classicissima della carriera, quello è proprio il nipote di Raymond Poulidor (re della Sanremo nel 1961) e il figlio di Adrie, interprete magnifico della primavera fino alla Roubaix. Oggi, a Pavia, la presentazione delle squadre, domani la resa dei conti: Mathieu si sente più che pronto. "La mia forma è buona al punto che serve per provare a vincere ancora, sì", ammette. 

Van der Poel, in termini di emozioni è possibile mettere a confronto gli arrivi di Sanremo, Fiandre e Roubaix? Via Roma, il vialone di Oudenaarde, il velodromo Andrè Petrieux? 

"Uh. Domanda difficile, questa. I finali di Sanremo e Roubaix... sono iconici. Nessuno si offenda se dico che quello del Fiandre non è allo stesso livello, visto il contesto. Ma è particolarmente sfidante lo stesso, gli ultimi 10 chilometri sono larghi e dritti e, se non sei al top, possono diventare infiniti". 

Però si può dire che gli ultimi trenta chilometri della Sanremo, diciamo dall’imbocco della Cipressa al gran finale, se la giocano per essere i più esaltanti dell’intera stagione? 

"Questo è possibile, sì. Fare dei paragoni non sempre è semplice, di certo l’ultima Sanremo è stata straordinaria. In sintesi, la Classicissima è una corsa che desiderano tutti, che chiunque non vede l’ora che arrivi. Unica, in un solo aggettivo". 

Facciamo per un attimo un passo indietro: il primo dei suoi 8 Monumenti vinti è stato il Fiandre 2020, quello corso ad ottobre per il Covid. Una volata sul filo con Wout Van Aert. La si può considerare una svolta nella sua carriera, oppure proprio “la” svolta? 

"Non lo so. Forse, quando per i problemi alla schiena nel corso di un inverno ho dovuto fermarmi con il cross, lo è stato ancora di più. Riuscire a tornare al mio livello non era scontato. Quel 2020 non era stato granché fino al Giro delle Fiandre, ricordo che dopo la Tirreno-Adriatico ero andato a prepararlo a Livigno... In definitiva, se avessi perso sarebbe poi cambiato qualcosa? Non so dirlo". 

Sanremo, Fiandre, Roubaix: sullo stesso piano? O no? 

"Più o meno sullo stesso piano. Scegliere non è semplice".

Mi sento a un livello ottimo: sono molto soddisfatto della mia preparazione

Mathieu van der Poel

Diceva che è soddisfatto della sua condizione? 

"Sì. Ovviamente, non so se vincerò, ma credo di essere pronto a farlo. Sono felice della preparazione che ho svolto e contento di come sono andato alla Tirreno-Adriatico. Mi sono sentito bene pure sulle salite". 

Come mai ha scelto ancora una volta la Corsa dei Due Mari per avvicinarsi alla Sanremo

"Quello che abbiamo fatto durante le tappe sono stati gli allenamenti a intervalli, e le simulazioni di gara di cui ho bisogno per arrivare al massimo della forma. Cercavo quella dose in più di intensità che si trova solo nelle corse e quando si dà il massimo per vincere. Per me è molto difficile riprodurla in allenamento e la Tirreno mi è sempre stata utile come preparazione finale. Spero che anche quest’anno. alla resa dei conti, sarà uguale". 

Pensa di essere nella forma migliore di sempre? 

"Non è semplice rispondere. Non lo so. Ma ripeto che sono a un livello buonissimo, e ne sono soddisfatto". 

Si aspetta un Tadej Pogacar ancora scatenato sulla Cipressa? 

"Beh, sì. Lo scenario sarà abbastanza simile a quello che tutti si aspettano. Però...". 

Dica pure. 

"Ciò che è stato fatto nel 2025 non è un qualcosa che si può ripetere ogni anno. Avevamo avuto il vento perfetto sulla Cipressa, e pure per arrivare al Poggio. Se fosse stato contrario, sarebbe stata tutta un’altra storia. Lo stesso vale per il 2026". 

Pogacar e la Uae hanno cambiato la Sanremo: ora è molto più dura e spettacolare

Mathieu van der Poel

Di Filippo Ganna che cosa ne pensa?

"L’ho visto alla Tirreno-Adriatico, e salvo sorprese potrà essere un contendente per il successo finale. La Sanremo è perfetta per lui". 

Se Tadej staccasse tutti sulla Cipressa… la corsa sarebbe decisa in suo favore? 

"Devo dire che nel 2025 era stato davvero vicino ad andare in fuga solitaria. Se io mi trovassi solo dell’un per cento sotto la condizione ottimale... Mi staccherebbe. Perché riesca a vincere la Sanremo, è soltanto una questione di tempo". 

In ogni caso, nella strategia degli ultimi anni c’è stato un cambio netto... 

"Vero, prima non si sarebbe nemmeno pensato di attaccare sulla Cipressa, Ma Tadej e la Uae hanno cambiato le cose, rendendo la Sanremo una corsa molto più dura e spettacolare".

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