Perché la Sanremo è noiosa per 6 ore, ma nei 50 finali diventa unica (parola di Van der Poel)

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Milano Sanremo 2025 - 116th Edition - Pavia - Sanremo 289 km - 22/03/2025 - Mathieu Van Der Poel (NED - Alpecin - Deceuninck) - photo  Roberto Bettini/SprintCyclingAgency©2025

ciclismo

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il fuoriclasse olandese ha conquistato due volte la corsa nel 2023 (attacco solitario sul Poggio) e 2025 (su Ganna e Pogacar in volata)

Luca Gialanella

Giornalista

20 marzo - 09:42 - MILANO

Chiariamoci subito le idee: la Milano-Sanremo è l’unica classica Monumento di cui nessuno chiede mai il dislivello, per 240 chilometri è una lunghissima passeggiata ad alta velocità verso la Riviera Ligure, ma negli ultimi 55 chilometri ha un’adrenalina e una tensione che non si ritrova in nessun’altra gara. Volete sapere comunque i dati? Il dislivello totale dalla partenza di Pavia all’arrivo in via Roma a Sanremo, dopo 298 chilometri, è di 2100 metri; su quei 55 km, da Capo Mele all’arrivo, quindi nel settore che comprende anche Capo Cervo, Berta, Cipressa e Poggio, è di circa 800 metri. Mathieu Van der Poel, il fuoriclasse olandese che ha conquistato due volte la corsa nel 2023 (attacco solitario sul Poggio) e 2025 (su Ganna e Pogacar in volata), spiega: “Sì, è vero, per sei ore questa corsa può essere noiosa e rischi anche di addormentarti, ma gli ultimi 50 chilometri sono i più pazzeschi del ciclismo mondiale, non c’è niente di simile”. L’anno scorso, dopo lo show di Pogacar sulla Cipressa (con VdP e Ganna a ruota) e gli attacchi reciproci sul Poggio con Tadej, l’olandese ha aggiunto: “Ho seguito tante edizioni della Sanremo in tv, ma qualcosa del genere non credo di averlo mai visto. È stato lo show più bello”. 

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