Geely, l’espansione continua? "Costruirà auto in Europa nelle fabbriche Ford"

1 ora fa 1

Secondo l’agenzia Reuters, il gruppo di Hangzhou è vicino ad un accordo destinato a completare la strategia che orami va dalla realizzazione di motori con Renault ai rapporti con Mercedes e alla proprietà di Volvo

Gianluigi Giannetti

4 febbraio - 12:58 - MILANO

Metodo Geely”, ormai è questa l’espressione che racconta la strategia dell’azienda di Hangzhou. Unica nel suo genere. Non insegue affatto l’idea di costituire un immenso gruppo automobilistico acquisendo altri marchi o aumentando vertiginosamente la capacità delle sue fabbriche, ma casomai infittisce la ragnatela di accordi operativi con altri costruttori, dalla Cina verso il resto del mondo, che però si affiancano anche a partecipazioni azionarie. A suo modo clamorosa l’anticipazione rilanciata dall’agenzia Reuters, secondo la quale Geely sarebbe ad uno stato avanzato nelle trattative per utilizzare stabilimenti Ford in Europa per costruire proprie vetture destinate al Vecchio Continente. Un accordo di partnership che, ancora secondo l’agenzia Reuters, sarebbe il frutto di una negoziazione in atto ormai da mesi e che aprirebbe anche a formule di collaborazione tecnologica, con la realizzazione assieme a Ford di una piattaforma tecnologica condivisa dedicata alle funzioni di guida autonoma. Nessun commento da parte delle aziende, per ora, ma alcune indicazioni portano al possibile sbarco di Geely nelle fabbriche di Saarlouis in Germania e di Valencia in Spagna, ma non in quella di Colonia, dove si realizzano invece vetture elettriche in collaborazione con Volkswagen.

Soci e Partner

—  

L’accordo con Ford sarebbe l’ultima di una serie di operazioni incrociate che stanno definendo il profilo di un gigante automobilistico mondiale, ma in assoluto silenzio. Di certo Geely ha relazioni privilegiate con Renault, con cui condivide la fabbrica di Busan in Corea del Sud e di Curitiba in Brasile, con un ingresso diretto nel capitale azionario, anche se l’iniziativa che più ci riguarda da vicino risale al 2022, con la creazione proprio assieme ai francesi della nuova azienda Horse, di cui possiede il 40%. Horse è responsabile della produzione di tutti i motori a combustione e ibridi utilizzati dal gruppo Renault, ma avrà come clienti una lunga serie di marchi, molti dei quali a loro volta legati a Geely.

Una storia a parte

—  

Incredibile a dirsi, ma quella che è oggi una galassia industriale nasce nel 1986, con l’avvio di una fabbrica di refrigeratori fondata da colui che allora e oggi resta la mente dietro a Geely, il 59enne Li Shufu, o Eric Li come ora si fa chiamare fuori dalla Cina. Nel 1994 scatta l'ingresso nel mercato della mobilità, con un piccolo stabilimento di costruzione di motociclette confluito nel 1997 nella nascente Geely Auto. La prima vettura arriva nel 1998, ma già nel 2002 l'azienda è tra le prime dieci in Cina, anche se Li Shufu guarda vistosamente altrove. Nel 2010 acquista proprio da Ford l'82% della svedese Volvo, avviata velocemente ad un programma di rilancio quantomeno sorprendente. Utilizzando Volvo come piattaforma, nel 2016 nasce il marchio Lynk & Co, dedicato alle nuove formule della mobilità. Nel 2017 Geely acquista il 51% della leggendaria e britannica Lotus, avviando la sua conversione verso l'orizzonte delle sportive elettriche, ma nello stesso anno arriva anche l'ingresso al 49% nel costruttore malese Proton. Il secondo vero e grande colpo targato Geely risale però al febbraio 2018, con la notizia dell’acquisizione da parte dello stesso Li Shufu in persona del 9,69% delle quote di Mercedes, tanto da trasformarlo nel primo azionista individuale. I fili della ragnatela si tendono e nascono subito relazioni industriali tra Geely e Stoccarda, fino ad un accordo sullo sviluppo delle attuali motorizzazioni ibride in comune. Si va anche oltre nel gennaio 2020, con Geely che acquista proprio da Mercedes il 50% del marchio Smart, dando vita ad una gamma di vetture con soluzioni tecniche ampiamente condivise con Volvo e Lynk&Co. Nel frattempo si avvia la quotazione del marchio Polestar, nato anch'esso da una costola di Volvo nel 2015 e ormai affermato produttore di elettriche ad alte prestazioni. Il polo del lusso si completa poi nel settembre 2022, con l'acquisto del 7,6% delle azioni di Aston Martin, a sua volta legata a doppio filo con Mercedes per le forniture motoristiche.

Missione Italia

—  

Parlare di “Metodo” significa poi ricomporre un mosaico a cui va aggiunto inevitabilmente un tassello importante, il decollo delle vendite delle auto che portano direttamente il marchio Geely e Zeekr. Geely Automobile Holdings Limited ha chiuso il 2025 con vendite globali pari a 3.024.567 veicoli, +39%. La crescita è stata trainata in larga misura dai veicoli Nev a nuova energia (100% elettrici e ibridi plug-in), che nel corso dell’anno hanno raggiunto 1,69 milioni di unità. +90% rispetto al 2024, ma la gamma di auto con motorizzazioni tradizionali ha mantenuto una base stabile, superando 1,21 milioni di veicoli consegnati. Le vendite all’estero hanno raggiunto quota 420.000 veicoli e nel corso del 2025 il marchio Geely è entrato in 13 nuovi mercati, tra cui Italia. L’indiscrezione che vede acquisire l’utilizzo delle fabbriche Ford in Europa chiuderebbe il cerchio di una strategia silenziosa, una sequenza di colpi che forse molti non hanno visto arrivare.

Leggi l’intero articolo