Subentrato a Barella al minuto 68, ha finito per giocare un altro spezzone di gara senza incidere. Il tecnico nerazzurro ha rigenerato tanti giocatori, ma lui non è tra questi. E a fine stagione...
I numeri parlano, e questa volta lo fanno in modo impietoso: 27' in campo, 2 palloni toccati, zero passaggi, zero dribbling, un contrasto e... fine. Il derby di Davide Frattesi sta tutto lì, racchiuso dentro statistiche che non rendono onore alle potenzialità del centrocampista nerazzurro ma che allo stesso tempo fotografano il momento da incubo dell'ex Sassuolo. Sempre meno incisivo, sempre meno determinante, sempre meno... Frattesi. Lui, che proprio gli anni scorsi subentrava e graffiava puntualmente con gli inserimenti diventati suo marchio di fabbrica e che oggi è invece finito travolto da una voragine scura, nera, apparentemente inesorabile. Per fare un confronto semplice, prendiamo come "parametro" Diouf, un altro dei cambi che Chivu ha provato a giocarsi a partita in corso per cercare di acciuffare un pari mai arrivato nel derby. Il francese è subentrato ben più tardi rispetto a Frattesi (il primo all'80', il secondo al 68'), eppure ha toccato dieci palloni in più, ha lottato con una grinta superiore, o quantomeno ha provato a farlo con più voglia e personalità. Frattesi, invece, sembra troppo lontano da se stesso, distante dalla "miglior versione di noi" che spesso indica Chivu come strada da percorrere, un altro rispetto al jolly da calare in situazioni complicate.
sarà addio
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Bayern e Barcellona, per citare giusto un paio di esempi, ben si ricordano quanto fosse pericoloso il jolly Frattesi: gol decisivo all'Allianz Arena, gol decisivo a San Siro contro la squadra di Flick. Senza citare i centri in campionato. Il centrocampista nerazzurro, l'anno scorso, lamentava uno scarso minutaggio. Per certi versi pure giustamente, considerando l'incisività prepotente con cui spesso indirizzava partite in corso. Se sulla panchina nerazzurra fosse rimasto Simone Inzaghi - con cui le dinamiche non sarebbero cambiate - di sicuro Frattesi avrebbe detto addio all'Inter. Invece è arrivato Chivu, l'ha coccolato in estate a seguito dell'operazione chirurgica causa ernia, gli ha spiegato il piano tattico che prevedeva per lui. E di fatto l'ha convinto a rimanere, nonostante di offerte e soprattutto abboccamenti ne fossero arrivati parecchi. A distanza di mesi, forse non è più prematuro considerare Frattesi una scommessa persa. Per lo meno in questa stagione. Perché l'azzurro di occasioni ne ha avute in tutte le competizioni, ma i numeri tornano a parlare: zero gol e zero assist in 16 partite di Serie A, un solo passaggio vincente in Champions, due assist in Coppa Italia. Troppo poco per sovvertire le gerarchie di Chivu e dell'Inter. E così l'attesa si avvicina alla conclusione: l'estate prossima, dopo due sessioni di mercato in cui è spesso stato ad un passo dall'addio, le strade di Frattesi e dell'Inter si separeranno. Non senza rimpianti.

