Fonseca gela Djokovic: "Set da quattro game? Lo dice solo perché sta invecchiando"

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Il brasiliano boccia la proposta del serbo: "Il tennis classico fa parte della storia di questo sport e va preservato"

Lorenzo Topello

Collaboratore

7 agosto - 11:52 - MILANO

Joao Fonseca e Novak Djokovic si sono guardati da parti opposte della rete in una sola occasione, ma già storica: era il terzo turno dell’ultimo Roland Garros, Nole era andato sul 2-0 nel conteggio dei parziali prima di incassare la clamorosa rimonta del brasiliano. Uno dei match più belli del torneo parigino, durato 4 ore e 57 minuti. Forse anche a causa di quella maratona, la sfida più lunga mai giocata dal serbo sulla terra battuta francese, è maturata la sua riflessione sul formato delle partite, il discorso divenuto virale negli ultimi giorni: “Giochiamo al meglio dei cinque set, ma arrivando ai quattro game per ogni parziale. E senza vantaggi sul 40-40”. Joao Fonseca, come quella volta al Roland Garros, ha scelto di stare dall’altra parte della rete: “Djokovic dice così perché sta invecchiando…”.

RISPOSTA

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Fonseca è raramente banale nelle proprie conferenze stampa, vuoi per la brasilianità vuoi perché l’incoscienza dei diciannove anni (venti il 21 agosto) lo bacia in fronte. Così a Montreal ha risposto sincero alla precisa domanda: “La proposta di Djokovic? Penso che dica così per via della sua condizione fisica (ride), perché sta invecchiando. Oltre a questo, non voglio dire cose positive o negative, ma penso che il tennis da sei game per ogni set faccia parte della storia di questo sport. È il tennis classico, e credo sia importante preservare questa tradizione”.

TRADIZIONE

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Joao, comunque, ha già esperienza col tennis giocato sui quattro game. Perché gli è capitato di vincere pure lì: si trattava delle Next Gen Finals di Gedda, nel 2024. Proprio il modello di torneo a cui Nole strizza l’occhio con questa nuova proposta: “Sì, in quel caso mi sono trovato bene con quel regolamento, quindi non posso lamentarmi. Ho avuto buoni risultati. Però…”. E da lì la battuta sull’età di Djokovic e il resto. Fonseca si è affacciato al grande tennis da neanche due stagioni, ma si è forgiato studiando pure le grandi maratone di Nole e non solo negli Slam, quei match da cinque ore che hanno scritto la storia dello sport. 

SCONTRO

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È il chiasmo del nuovo tennis: il 39enne Djokovic propone una rivoluzione per stare dentro l’arco delle due ore e strizzare l’occhio ai più giovani che chiedono format più brevi, il teenager Fonseca respinge la proposta con uno smash e si schiera a difesa della tradizione. Paradosso? Neanche troppo: il brasiliano ha una gran voglia di cimentarsi ancora a lungo coi dentro o fuori del quinto set, come avvenuto a Parigi col maestro serbo che di Slam ha fatto razzia per quasi vent’anni e ora deve necessariamente centellinare le energie. Il vero scontro ideologico, poi, non è fra Djokovic e Fonseca, ma fra le esigenze di un tennis “fast-fast-fast” (complice la voglia di renderlo più fruibile a livello televisivo) e l’identità di un gioco che ha scritto alcuni dei suoi capitoli più importanti proprio durante match da cinque ore. Le maratone, comunque, non fanno necessariamente rima con flop televisivo: la finale del Roland Garros 2025 fra Sinner e Alcaraz, durata 5 ore e 29 minuti, chiuse col 38% di share.

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