Fedez: "Io peggior nemico di me stesso". Masini: "Primi sulle piattaforme? È un miracolo"

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I favoriti con la loro "Male necessario" hanno scambiato due chiacchiere con i giornalisti

Francesco Rizzo

Giornalista

28 febbraio - 13:50 - MILANO

“Pensare alla Champions mentre giochi per lo scudetto è la cosa più inutile se vuoi restare concentrato”. A poche ore dalla serata finale di Sanremo, la parola passa a Fedez e Marco Masini, coppia considerata la grande favorita insieme a Sal Da Vinci grazie alla loro Male necessario, già tra i brani più ascoltati su Apple Music e i più cercati su Shazam, nonché al secondo posto dietro proprio Da Vinci nella Top 10 di Amazon. Da un lato, sulla loro pole position condivisa, i due non si sbilanciano: “Entrare papi e uscire cardinali? Non siamo nemmeno passati dal seminario – ironizza Fedez - Nel momento in cui il brano riesce ad essere anche una storia con cui le persone si confrontano è già una vittoria”. Dall’altro, i due (un anno dopo il quarto posto di Fedez con Battito e la cover della coppia in Bella stronza) sono inevitabilmente personaggi al di là del pezzo in gara che, pure, si annoda alle vite reali (“Che brutta gente che frequenta Fedez/Ma ci si dimentica sempre che Giuda/Se la faceva con gente per bene”, recita un verso).

Fedez "Nemico di me stesso"

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Cos’è, allora, il “male necessario”? “Abbracciare gli eventi avversi e comprendere che possono essere opportunità per migliorarsi”, spiega un Fedez pacato e autoriflessivo, che aggiunge: “È evidente che Marco Masini abbia subito in maniera gratuita, nell'arco della sua carriera, delle vessazioni totalmente ingiustificate. Per quanto mi riguarda, io credo di essere sempre stato il peggior nemico di me stesso”. Masini, che qui ha vinto due volte (nel 1990 con Disperato, un’altra era per lui e per il Festival e il Paese intorno e nel 2004 con L’uomo volante), festeggia invece un nuovo punto di arrivo a 61 anni, età accuratamente esibita come la barba quasi da profeta. “Non ho figli, altrimenti li farei sentire orgogliosi. Vengo dal pulire le tastiere ed essere garzone allo studio di Bigazzi e vedevo arrivare Mia Martini, Umberto Tozzi, Raf. Ora mi ritrovo primo su Spotify, è un miracolo”. Male necessario è sul podio della piattaforma davanti a Prima che di Nayt e Tu mi piaci tanto di Sayf, due nomi certo meno noti che si affacciano a una platea più ampia proprio grazie a Sanremo.

Seneca

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Ma la coppia si è fatta notare anche per la versione di Meravigliosa Creatura di Gianna Nannini nella sera delle cover, nettamente più delicata rispetto all’originale, arricchita dalla partecipazione del celebre violoncellista croato Stjepan Hauser. Una interpretazione terminata alla voce dell’attrice e doppiatrice Domitilla D’Amico, con il testo ispirato alle massime del filosofo Seneca: “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non abbiamo il coraggio di farle”. Ma il rapper, che ha aggiunto al testo barre non passate inascoltate (“Meravigliosa ti chiedo scusa/Spero che la porta non rimanga sempre chiusa”) si sottrae al confronto e ai riferimenti a Chiara Ferragni: “Non faccio riferimento alla mia vita privata, Male necessario è una canzone sulla libertà personale e libera è anche l’interpretazione che lascio all’ascoltatore”.

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