Doncic e i Lakers hanno trovato la quadra e fanno paura. Sono da Finals se...

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Con otte vittorie di fila i gialloviola si candidano a fare il terzo incomodo per le Finals

Riccardo Pratesi

Collaboratore

20 marzo - 16:55 - MILANO

Stai a vedere che…I Los Angeles Lakers stanno giocando la loro miglior pallacanestro proprio ora che i playoff si avvicinano. Hanno vinto otto volte di fila, si sono attestati al terzo posto della Western Conference e improvvisamente una stagione in chiaroscuro, di presunta transizione, diventa promettente. Stai a vedere che i Lakers, 45-25 di record, possono davvero giocarsi le Finals da terzi incomodi a Ovest, da alternativa di Oklahoma City e San Antonio. Dopotutto in una lega di stelle, che ai playoff da copione fanno la differenza nel bene o nel male, chi ne ha di più brillanti delle loro? Luka Doncic sta giocando da Mvp, LeBron James è il 41enne migliore della storia, Austin Reaves ha ricarburato post infortunio. E udite udite, i gialloviola non difendono neppure così male come da primo capo d’accusa dei loro momenti peggiori. “Tempo di serrare la difesa - dice Luka dei finali punto a punto - È quando vinci le partite, quando le squadre mostrano di che pasta sono fatte”. I Lakers forse erano stati bollati come mollaccioni troppo presto. Stai a vedere che… 

luka magic

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100 punti nelle ultime due partite. Oltre 40 di media nelle 8 vinte di fila, Doncic è immarcabile. Non c’è modo di fermarlo, quando gioca così. Il problema per le difese è che ha dispensato 7.4 assist di media, tra un canestro e l’altro. E se funziona pure da facilitatore, mettendo in ritmo i compagni, buona fortuna agli avversari…Sta tirando col 50% dal campo e col 42% da 3 punti nella striscia aperta di successi, i 60 punti segnati a Miami sono arrivati a 24 ore di distanza rispetto ai 40 con cui aveva steso Houston, che pure difende forte. Non gli possono più appuntare nemmeno i limiti di tenuta fisica. Tiene, sono gli avversari che non lo tengono, quando c’è da marcarlo, Luka è il miglior realizzatore Nba con 33.4 punti di media per partita. A Miami i canti “Mvp” sono stati intonati come se si giocasse in California. Doncic ha sorriso. Feroce. I problemi familiari, la separazione con la compagna, non possono non toccarlo, ma il basket è diventato la panacea di tutti i mali. Ha riscoperto i piaceri del predatore, sul parquet. Ora mette paura a tutti. 

lebron gregario

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Continua a collezionare record. Ce n’è per tutti i gusti. Contro Miami ha eguagliato quello di partite giocate in stagione regolare, 1611 come Robert Parish. E la tripla doppia da 19 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, è stata la 124ma di carriera, è il più attempato di sempre a sfoggiarne una. Contro Houston aveva schiacciato quattro volte nel solo primo tempo. Sa ancora saltare. Semmai sta imparando a giocare da complemento e questa è una primizia. Con questi Lakers per caratteristiche c’entra pochino. Lo sa lui e lo sanno loro. Non può difendere come negli anni migliori, non ha più quell’atletismo e la continuità fisica, e in attacco la palla in mano è meglio ce l’abbia Doncic, il miglior giocatore della squadra. James se n’era fatto un cruccio, ma adesso, pur di uscire tra gli applausi a fine stagione, possibilmente tra i coriandoli – i Lakers comunque non gli rinnoveranno il contratto in scadenza – pare persino disposto a brillare di luce riflessa. Tanto a livello di highlights e primati qualche asso da giocare ce l’ha comunque. Gli ultimi. Gli mancheranno post ritiro e quel momento si avvicina. Che giochi o meno un’altra stagione con una maglia diversa, il traguardo è dietro l’angolo, lo può intravedere. Vorrebbe tagliarlo a braccia alzate per un finale hollywoodiano. Da Los Angeles. 

reaves il sottovalutato

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Se lo scordano in tanti quando ci sono da distribuire gli onori. Ma state certi che appena i Lakers inciampano torna in mente, quando ci sono da distribuire colpe. Facile prendersela con lui, difficile criticare LeBron e Doncic, gli Intoccabili del film cult. Ma la guardia mai chiamata al Draft è il motivo per cui i Lakers sono al vertice dell’Ovest e possono continuare a esserlo domani. Lui e Doncic vanno d’amore e d’accordo. Luka con lui non ha litigato, i due si abbracciano spesso e volentieri. Reaves senza le 19 partite perse di fila per l’infortunio al polpaccio sinistro sarebbe stato chiamato all’All Star Game. Sta segnando 23.5 punti di media, i 5.5 assist per gara dimostrano che sa dare una mano da creatore secondario e i 4.8 rimbalzi che si sbatte in difesa. Non è un grande atleta, ma un agonista sì. Lotta. Nel mondo Lakers c’è quasi la paura di riconoscergli i meriti per il timore che a fine stagione saluti - è in scadenza di contratto con un’opzione annuale di rinnovo che non eserciterà, puntando un accordo pluriennale - o che finisca per venire strapagato compromettendo la prossima campagna di rafforzamento gialloviola. Lui non si scompone, per indole non è tipo da vetrina. Vola basso e porta in alto i Lakers. 

redick e la difesa

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Il suo bisticcio con Doncic di tre settimane fa durante la sfida con Golden State aveva fatto notizia. JJ non è allenatore signorsì, non è un uomo che si tappa la bocca per convenienza. Pungola volentieri i suoi campioni. Ha un debito di riconoscenza con LeBron grande così, è lui ad averlo messo su quella panchina. Ma è il primo a sapere che il suo futuro ai Lakers passa da un buon rapporto con Luka. Franco, il balcanico come lui dice le cose in faccia. Redick di recente ne ha difeso la difesa. “Nel complesso è stato buono nello specifico per noi. Se ci mette la testa…è intelligente, legge il gioco, può difendere la palla. Ci fidiamo”. Il lavoro sporco sul perimetro lo fa Marcus Smart, ma per fare almeno il solletico a Thunder e Spurs serve che le partite sì di Ayton superino quelle no, che Luke Kennard e Jake LaRavia trovino la serata giusta di tiro quando i Big 3 hanno gli avversari addosso. E che Rui Hachimura, eterna promessa, diventi grande. Al resto penseranno Doncic, James a Reaves. Soprattutto Luka Magic. Certo che i Lakers si fidano di lui. I Mavericks che ha trascinato alle Finals due stagioni fa mica erano più forti di questi Lakers… Riccardo Pratesi X: @rprat75

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