Bollita e vulnerabile, perché l'Inter non sa più vincere

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  Hakan Calhanoglu of FC Internazionale in action during the Serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Artemio Franchi on March 22, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

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A Firenze per i nerazzurri un punto guadagnato e non due persi: avrebbero meritato i viola. L'assenza di Lautaro pesa, ma non basta da sola a spiegare il calo

Sebastiano Vernazza

Giornalista

23 marzo - 07:42 - MILANO

L’ Inter è bollita e a Firenze non ha perso due punti, ne ha guadagnato uno, perché la Fiorentina meritava di vincere. L’Inter è stracotta e fanno bene il Milan, secondo a meno 6, e il Napoli, terzo a meno 7, a credere nella rimonta scudetto. L’Inter è sulle gambe e non si capisce il motivo, perché è uscita dalla Champions un mese fa. Per paradosso, giocava meglio quando giocava troppo, o forse Cristian Chivu e il suo staff hanno sbagliato la preparazione. L’assenza di Lautaro Martinez spiega qualcosa, non tutto. Non è possibile che la capolista si sia ridotta così, che non riesca a battere una Fiorentina quintultima, 40 punti sotto. La classifica dice 69 a 29, una distanza abissale che al Franchi non si è vista, se non nei minuti iniziali, quando Pio Esposito ha segnato il gol subitaneo e illusorio, e nel recupero conclusivo, quando De Gea, con un riflesso strepitoso, ha negato allo stesso Esposito la rete di una vittoria che sarebbe stata ingiusta. L’Inter ha ragionato in piccolo, pensava di cavarsela con il gol realizzato al primo vagito. Ha sottovalutato l’avversario e sopravvalutato se stessa.

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