David e Openda, bocciati senza appello: Juve, adesso a chi li vendi?

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I due sono rimasti per 90' in panchina contro il Sassuolo, con Spalletti che gli ha preferito i rientranti Milik e Vlahovic. È la certificazione del fallimento del calciomercato estivo del 2025

Fabio Russo

Giornalista

23 marzo - 07:45 - MILANO

Bocciati. Senza appello. Con il serio rischio di passare il resto della stagione ai margini e di diventare un grosso problema economico in estate. L'ingresso in campo di Vlahovic e Milik nel finale della partita della Juve contro il Sassuolo, al di là di significare il rientro a disposizione di due calciatori out da tempo per i rispettivi infortuni, suona come una sentenza nei confronti di Jonathan David e Lois Openda. Quelli che dovevano essere i volti nuovi dell'attacco juventino, per i quali meno di 300 giorni fa sono stati investiti più di 56 milioni di euro di cartellini e 10 di ingaggi all'anno e che, al momento della scelta di Spalletti di preferirgli il serbo e il polacco, si saranno fatti una fotografia chiara di quello che li attende da qui a fine maggio: panchina per 90' o quasi. E pensare, che, nel motivare l'esonero di Tudor, l'ad bianconero Comolli aveva raccontato di non passare "notti insonni per nuovi acquisti, ma per le prestazioni della squadra". Come dire che il croato non era stato in grado di valorizzare le qualità del canadese e del belga. E invece, 5 mesi dopo, rieccoci al punto di partenza.

il fallimento di openda alla juve

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La situazione più grave, in termini sia tecnici che economici, è certamente quella dell'ex Lipsia. La sua stagione è stata quasi disarmante, con uno score di 2 soli gol segnati in 993' (uno in Serie A e uno in Champions) e la miseria di appena 9 gare da titolare. A niente sono serviti gli schiaffi figurati, a parole, e reali, contro il Benfica, di Spalletti, che, contro il Sassuolo, l'ha escluso dalla totalmente dalla partita per la terza volta consecutiva. Indizi di un'avventura a Torino destinata a finire in estate, nonostante Openda si sia recentemente trasferito nella villa che fu di Cristiano Ronaldo, Paul Pogba e Nico Gonzalez. Certo, con questi presupposti per i dirigenti bianconeri sarà un gran problema riuscire a piazzarlo, considerato che al raggiungimento del decimo posto (mancano 9 punti) scatterà l'obbligo di riscatto da 40,6 milioni, da aggiungere al prestito da 3,3 pagato la scorsa estate. Un totale di quasi 44 milioni, che complice l'ingaggio da 7,4 lordi l'anno, porta il rapporto costo-gol del belga a quasi 26 milioni a rete e oltre 50.000 euro al minuto tra tutte le competizioni.

questione di feeling

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Se il feeling tra Openda e Spalletti non è mai sbocciato, quella di Jonathan David, invece, è stata una bocciatura improvvisa. Perché il canadese a un certo punto sembrava, se non aver convinto appieno l'ex ct, quantomeno aver trovato quella continuità realizzativa che, per un centravanti, nasconde ogni difetto. Il suo, però, tra gennaio e febbraio, con 4 gol e 3 assist, è stato un fuoco di paglia. L'ex Lilla è ritornato presto vittima di errori sanguinosi in appoggio (vedasi gol del momentaneo 1-0 dell'Inter) e sotto porta, che hanno portato l'ex ct, dall'intervallo della partita contro il Pisa in poi, a preferirgli Boga falso nove. Certo, la sua situazione tecnica ed economica è nettamente migliore di quella di Openda: essendo il secondo miglior marcatore alle spalle di Haaland tra i nati dopo il 2000 ha tanti estimatori (il Psg ha buttato lì alla Juve l'idea di uno scambio con Kolo Muani) e, soprattutto, essendo arrivato a parametro zero (al netto dei 12,5 milioni di commissioni) non comporterà il rischio di minusvalenze. Ma pure lui, dopo la prima partita intera, nella gestione Spalletti, passata a osservare i compagni dalla panchina, per la Juve pare ormai il passato.

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