Diabete di tipo 2: una semplice misura del corpo potrebbe individuarlo

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Non è il peso e neppure la circonferenza del punto vita. Secondo uno studio danese, c'è un'altra misurazione in grado di anticipare il rischio di diabete di tipo 2

Eu.Spa.

7 agosto - 18:37 - MILANO 

Il diabete di tipo 2 ha una caratteristica particolarmente sgradevole: si può convivere con la malattia per anni prima di scoprirlo e nel frattempo il danno avanza. Da qui è partito un gruppo di ricercatori danesi che ha messo a punto un test da fare in casa, chiamato MEDWACS, per individuare il prediabete o il diabete non diagnosticato, prima di pensare a un prelievo di sangue. Si risponde a poche domande e per alcune bastano una bilancia e un misuratore di pressione da farmacia. Poi serve una misura che sorprende: la lunghezza della coscia. Anche quel numero, secondo i ricercatori, può dire qualcosa sul rischio di ammalarsi e sembra pesare quanto parametri assai più abituali.  

Algoritmo

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Il test, nato nei laboratori della Technical University of Denmark, è figlio di un sistema di intelligenza artificiale addestrato su 30 anni dei dati sanitari del National Health and Nutrition Examination Survey, raccolti su adulti americani dai 18 anni in su di entrambi i sessi. Questo ha permesso di scoprire 7 parametri, che se presenti in gran parte, lascerebbero sospettare il diabete. Ma se età, sesso e indice di massa corporea erano prevedibili, la lunghezza della coscia no. Eppure, secondo i risultati pubblicati sul Journal of Clinical Epidemiology, considerare anche questa misura ha permesso al test MERDWACS di individuare pre-diabete e diabete non diagnosticato come, se non meglio, di altri metodi di screening già in uso. 

Diabete di tipo 2 e lunghezza della coscia: una scoperta anche italiana

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A spiegare perché la coscia possa dire qualcosa sul rischio è Umberto Maggiore, nefrologo dell'Università di Parma e coautore dello studio. "La lunghezza del femore porta il segno dell'alimentazione nella prima infanzia", afferma lo studioso. "Una nutrizione insufficiente nei primi anni di vita frena leggermente la crescita dell'osso ed è strettamente collegata a un aumento del rischio di diabete decenni dopo". Una misura presa da adulti può quindi conservare una traccia delle condizioni in cui l'organismo è cresciuto. Maggiore indica anche un altro meccanismo: nelle cosce si trova il gruppo muscolare più grande del corpo, e sono proprio quei muscoli a occuparsi di togliere gli zuccheri dal sangue. "Nel complesso, gambe più corte significano che una persona dispone di meno massa muscolare per assorbire quello zucchero e ciò può aumentare il rischio di diabete". Il ragionamento vale per l'andamento osservato in generale, nelle popolazioni studiate (americana e coreana), non per un singolo caso. Il test, inoltre, è pensato per gli adulti senza una precedente diagnosi e calcola la probabilità di avere già valori alterati, senza distinguere fra pre-diabete e diabete e senza poter prevedere cosa accadrà negli anni successivi. "Ma se un test funziona così bene su popolazioni diverse come quella americana e quella sudcoreana, c'è da essere fiduciosi", chiosano i ricercatori.

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