Daniele Tinti si racconta nella nuova puntata di “Un altro podcast” (guarda la puntata integrale sul nostro canale YouTube). Tra Roma, dove è nato, e l’Aquila, dove è cresciuto, Daniele ha imparato che le cose che contano portano sempre con sé una certa dose di paura. La sentiva prima delle partite di rugby, quando la tensione gli chiudeva lo stomaco. La sente ancora oggi, poco prima di salire sul palco. Tifoso della Roma fino alle lacrime, devoto a Totti come agli idoli che ci insegnano a sognare, scopre la stand-up comedy lontano da casa, in Inghilterra, guardando ai grandi d’oltreoceano. Ma l’ironia è sempre stata la sua lingua madre: già tra i banchi di scuola aveva capito che riuscire a far ridere le persone è una piccola magia. Ora che è uno dei comici più amati della sua generazione, lavora ai suoi spettacoli con la disciplina di un atleta. Scrive per mesi un monologo, lo smonta, lo ricostruisce. Far ridere, per lui, è una cosa seria, tanto da accettare il rischio dell'errore. Perché lo sport, la vita e la comicità insegnano la stessa cosa: si può perdere una partita, sbagliare una battuta, cadere e poi rialzarsi. Magari ridendoci sopra.


