Milano, la finale scudetto inizia alla grande: travolta Venezia 100-80!

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Ad Assago c'è equilibrio solo nei primissimi minuti, poi è dominio Armani. Super Diop, 18 punti, a nulla servono i 26 di Tessitori per l'Umana. Gara-2 sabato sempre in Lombardia

Giacomo Iacomino

11 giugno 2026 (modifica alle 22:22) - MILANO

L’energia della panchina. Il tiro da tre punti. La difesa. Troppa Olimpia per la Reyer Venezia. Gara 1 della finale scudetto è dell’Ea7. Finisce 100-80, finisce tanto a poco. Ricci e compagni ci mettono sostanzialmente un quarto, il primo, per prendere il controllo della partita, senza lasciarla più. Il quintetto iniziale di coach Poeta (Ellis, Brooks, Shields, Leday, Nebo), indica la strada, 24-15 il parziale dei 10’ iniziali di gara. Le riserve fanno il resto, a partire da Diop, per lui anche 6 rimbalzi, 4 assist e 28 di valutazione, ma anche Mannion, 4/4 dall’arco e 5 assist, in aggiunta alla solidità di Guduric (6 assist) e Bolmaro. 

dominio milano

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Troppa Olimpia (sette vittorie e una sola sconfitta in questi playoff) per l’Umana. Che non sia giornata, per la squadra allenata da Neven Spahija, lo si nota subito, o quasi. L’unico a entrare in partita è Tessitori (23,3 punti di media nelle ultime 3): segna 11 dei primi 15 a referto dei suoi con 5/5 al tiro e una tripla segnata. I compagni invece sono limitati dalla difesa dei padroni di casa a 2/12. Il successivo break di Milano, micidiale, 16-1 tra primo e secondo quarto, scava un solco che non verrà più riempito. Venezia non segna su azione per quasi 5’, l’Olimpia tocca il +21 senza mai forzare dall’arco (e si vede: 9/11 dopo 30’). Shields e compagni sono avanti 54-37 all’intervallo, con percentuali quasi grottesche: 67% da due, 75% da tre ma il 40% ai liberi. Venezia invece tira 11/30 su azione con 1/6 da tre. Nella ripresa la reazione degli ospiti è tutta in un 6-0 di minibreak che permette di ricucire fino a -13. Troppo poco. Mannion prima e Diop poi, sempre loro, respingono la timida rimonta veneta. Gli americani orogranata finalmente entrano in partita, l’attacco sembra meno contratto ma Milano risponde a ogni canestro in scioltezza, sempre con tanti passaggi, pochi palleggi e tante schiacciate (in tutto 8, Nebo inchioda 4 volte). L’ultimo quarto è una passerella per l’Olimpia, che mica per niente fissa il definitivo massimo vantaggio a +24 a 3’ dalla sirena con Brooks e Nebo in versione showtime. Per la Reyer solo 8’ in campo per Valentine e 4’ per Nikolic. Per l'Ea7 invece minutaggio ottimamente distribuito (il più impiegato è Nebo, 23’, Diop è quello con meno minuti in campo con 15’). Se vuole cambiare il suo destino, a Venezia serve una reazione. Che deve arrivare necessariamente tra 48 ore, per Gara 2, sempre al Forum. 

Milano: Diop 18, Mannion 17, Shields 13

Venezia: Tessitori 26, Cole 16, Parks 13

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