L'italiano spegne 20 candeline: "Vivo un sogno: fatico ancora a credere a quello che sto facendo"
Otto anni fa Kimi Antonelli varcava la griglia di partenza del Gran Premio d’Italia con la timidezza dei suoi 12 anni, nascosto sotto a un cappellino bianco della Formula 1. Era un grid kid, uno dei bambini invitati a presenziare durante l’Inno d’Italia al fianco dei piloti della massima serie prima del via della gara. Kimi li guardava, i suoi miti di sempre, immaginando un giorno di essere lì con loro, lui che già allora correva più veloce della sua età, stupendo sui kart e scalando le classifiche delle categorie minori.
festeggiamenti
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Adesso, otto anni dopo, quel bambino si prepara a tornare sulla stessa griglia di partenza, a Monza, nel ruolo inedito di leader del Mondiale di F.1. Il più giovane di sempre nella storia della massima serie, e il primo italiano a farlo dai tempi di Alberto Ascari. Prima, però, c’è un desiderio da esprimere soffiando sulle candeline della sua torta di compleanno. Cose normali, al centro di una vita che di normale ha ormai pochissimo. Kimi compie oggi vent’anni, un numero che poco corrisponde alla maturità in pista dimostrata nel corso di questa dominante stagione: "Sono successe così tante cose nell’ultimo anno che a volte fatico a rendermene conto" ha ammesso l’italiano, vincitore di sei Gran Premi su dodici gare disputate e leader del campionato con un vantaggio di 59 punti sui primi inseguitori Russell e Hamilton. Un compleanno che arriva due giorni dopo il GP d’Olanda, appuntamento che ha siglato il ritorno della Formula 1 dalla pausa estiva: per il bolognese della Mercedes un secondo posto finale, alle spalle della McLaren di Lando Norris, che vale come una vittoria. "Sono felice di come ho gestito ogni situazione - ha ammesso Kimi al termine di una gara carica di colpi di scena e imprevisti - soprattutto per come sono andate le partenze". Due scatti perfetti nei quali Antonelli ha prima superato il compagno di squadra Russell, passando da terzo a secondo, e poi - nella ripartenza dovuta all’incidente di Max Verstappen al primo giro - ha preso la leadership della gara, superando anche Norris. "Poi ho dovuto cedere, perché il passo gara con gomme dure non c’era - ha spiegato - ma portiamo comunque a casa degli aspetti positivi". Il primo riguarda proprio le partenze: l’unico punto critico dell’inizio di stagione di Antonelli era proprio negli scatti al via ma l’italiano ha lavorato duramente al fianco della squadra per risolvere questo problema, allenandosi con centinaia di prove al simulatore e studiando, insieme ai suoi ingegneri, soluzioni tecniche per agevolarlo nella gestione di queste nuove monoposto in partenza.
crescere
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Lavoro che ha permesso ad Antonelli di trasformare velocemente una sua difficoltà in un punto di forza: "Questa è una caratteristica da campione - ha sottolineato il team principal Toto Wolff - e Kimi ci sta stupendo molto per la sua maturità quest’anno. Sapevamo quanto fosse veloce ma a volte non basta, perché in un campionato bisogna saper affrontare anche i momenti più difficili, e lui lo sta facendo". È così che Kimi nonostante i due problemi tecnici, a Barcellona e Silverstone, accusati nella prima parte del campionato, è riuscito ad arrivare al giro di boa del 2026 con un tesoretto di vantaggio più che importante, guardando con positività all’intensa volata finale che lo aspetta in questa stagione: "Non dobbiamo dare niente per scontato perché i nostri avversari sono più vicini che mai - ha ricordato - ed essere leader a metà anno non significa nulla. Ma sono felice di come ho gestito le cose fin ora, e voglio continuare così". Parole di un veterano pronunciate da un ragazzo che sembra aver già trovato la propria filosofia vincente, nonostante i soli vent’anni da festeggiare oggi. In Italia, con gli amici di sempre e la sua famiglia, a godersi qualche ora di normalità prima di rimettersi al lavoro per la preparazione del Gran Premio d’Italia, dove Kimi sa già che scatterà con una penalità in griglia di partenza per la sostituzione della power unit. "Mi dispiace farlo proprio a casa mia ma devo pensare al campionato, e Monza è una buona pista per prendere penalità, perché c’è possibilità di sorpasso" ha spiegato. La squadra, sapendo l’importante del GP italiano per Antonelli, gli aveva lasciato libera scelta su quando cambiare motore, ma Kimi non ha avuto dubbi. Una rinuncia personale, per un obiettivo più grande. Testa e saggezza di un ventenne arrivato in Formula 1 per scrivere una storia che sembra aver poco a che fare con l’età.


