Domenica sera contro l'Inter erano presenti alcuni ispettori Uefa per valutare l'agibilità dell'impianto in competizioni europee. Ecco cosa dovrebbe cambiare
La storia non si trasloca. Non è una questione di chilometri — Udine o Reggio Emilia poco importa — perché i tifosi del Como, come hanno dimostrato con forza in queste ultime due stagioni dopo un ritorno in Serie A atteso ventun anni, non hanno problemi a macinare strada per seguire la squadra. È, semmai, una questione di orgoglio e di “status”: il Como 1907 e la città hanno deciso che l’Europa si giocherà con vista lago. Il Sinigaglia, lo stadio con lo scorcio più invidiato del mondo, si prepara a svestire i panni del vecchio impianto di provincia per indossare l’abito da sera richiesto dalla Uefa. Un indizio importante in questo senso è emerso domenica sera, in occasione della sfida contro l’Inter: la presenza degli ispettori per un sopralluogo tecnico sulle strutture ha confermato che il percorso di omologazione è vivo e procede con positività. Che sia Champions, Europa League o Conference sarà il campo a deciderlo nelle ultime sei partite; intanto, club e istituzioni procedono a braccetto lungo la strada più tortuosa, ma anche la più affascinante: trasformare il Sinigaglia in uno stadio di Categoria 4. È lo standard d’eccellenza necessario per ospitare le grandi notti europee, dalla fase campionato fino alle semifinali, rendendo definitiva la metamorfosi di un simbolo cittadino in un palcoscenico di livello internazionale.
curva permanente
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L’intervento più importante riguarda lo smantellamento della Curva Como, il settore est dell’impianto riservato al cuore del tifo biancoblù. La struttura è attualmente realizzata in tubi d’acciaio, materiale che non soddisfa i criteri Uefa: il regolamento impone infatti strutture portanti permanenti in cemento o acciaio integrato. Sia il presidente del club, Mirwan Suwarso, sia il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, intervistati da questo giornale, hanno dichiarato che l’intenzione comune è quella di procedere con l’avvio dei lavori subito dopo la fine di questo campionato. L’obiettivo è costruire la nuova struttura durante l’estate per poter ospitare i primi match europei di settembre, evitando così il trasloco al Mapei Stadium di Reggio Emilia o al Bluenergy Stadium di Udine, quest’ultima già indicata come sede alternativa nella richiesta presentata dal club alla Uefa per la stagione 2025-26.
migliorie
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Un altro capitolo riguarda i parcheggi, attualmente non disponibili. La Uefa impone che gli stadi di Categoria 4 dispongano di almeno 150 posti auto per vip, ospiti e personale. Nonostante la criticità, il sindaco ha manifestato ottimismo, affermando che "abbiamo in mano la città... nel senso che, dal punto di vista pratico, questo è un problema risolvibile". Altrettanto gestibile appare l’allargamento del terreno di gioco di due metri; Fabregas ne sarebbe contento visto che già in questa stagione ha sgraffignato mezzo metro per fascia per potenziare gli esterni. Oltre a un lungo elenco di migliorie che spaziano dall’illuminazione ai servizi sanitari, il grosso degli interventi riguarda gli spazi media: è previsto il raddoppio delle postazioni di commento tv, l’ampliamento delle aree per i broadcast e il rifacimento della sala stampa. Quest’ultima sarà potenziata con più spazio per le telecamere e per la produzione televisiva, con un’attenzione particolare alla cosiddetta mixed zone. Un teatro degno di ospitare le prime notti europee della storia.

