Il tuffo sugli scogli, la paura l'operazione al cervello. Ma 292 giorni dopo Filippo torna in campo

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L'attaccante classe 2010 rientra dopo un delicatissimo intervento con un caschetto come quello usato da Chivu a fine carriera

Gregorio Spigno

Giornalista

15 aprile - 11:45 - MILANO

Chissà cosa avrà pensato Cristian Chivu osservando il "nuovo" debutto di Filippo Serantoni con l'Inter. Il sorriso da un orecchio all'altro del giovane attaccante nerazzurro, la consapevolezza di aver superato il peggio, la voglia di riprendersi tutto ciò che per cause di forza maggiore ha dovuto mettere in stand-by. Ma soprattutto il caschetto. Quel caschetto, uguale uguale a quello che proprio Chivu ha dovuto utilizzare durante ogni sua partita negli ultimi 4 anni di carriera da calciatore a seguito dello scontro di gioco con Sergio Pellissier a Verona. La storia di Serantoni, attaccante classe 2010 lo scorso anno campione d'Italia (con gol in finale) nella categoria Under 15, per certi versi ha già raggiunto il lieto fine. Perché l'estate scorsa, proprio dopo aver deciso la finale scudetto, Serantoni aveva scelto la Sardegna come meta per le meritate vacanze. Ma è proprio lì che si consuma il dramma: un tuffo in mare, un colpo alla testa scivolando contro uno scoglio, il buio dopo aver perso i sensi. 

Poi la corsa in ospedale, la diagnosi e la delicatissima operazione al cervello che fortunatamente riesce alla grande ma lascia grandi dubbi attorno al futuro: Filippo potrà tornare a fare la stessa vita di prima, a giocare a pallone, a credere nel sogno di diventare professionista? Pareva di no - esattamente come per Chivu -, ma la risposta è arrivata 292 giorni dopo. Con gol. Quindi sì, Serantoni è tornato. Merito di una resilienza tipica dei bergamaschi, di chi a Bergamo è nato e cresciuto prima di "cambiare" il nerazzurro indosso, di tanta pazienza. Perché la riabilitazione imponeva anche il fatto di non poter tornare a giocare subito, ma Serantoni l'ha accettato dando il massimo per rientrare il più in fretta possibile. Il passo successivo è stato ricevere l'idoneità sportiva, ancora dopo quello di potersi allenare coi compagni ma rigorosamente senza giocare le partitelle. E infine, il ritorno in campo contro il Sudtirol. Serantoni subentra al 59', colpisce il palo in semirovesciata dopo una manciata di minuti e al 75' esplode la gioia più grande. Quella che solo un gol può regalare ad un attaccante. Dall'apice al baratro, fino ad una rinascita tutta nuova e per certi versi ancora più bella: il sogno di Filippo Serantoni è ancora intatto.

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