Cosa farà Torriani da grande? Contro le big brilla, al Milan è il terzo portiere. Gli scenari

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A Glasgow e nel derby ha brillato, ha esordito in Champions contro il Liverpool, a tratti sembra Donnarumma ma nel club che lo ha cresciuto si trova davanti Maignan e Terracciano. A 21 anni è tempo di fare una scelta...

Marco Pasotto

Giornalista

7 agosto - 15:42 - MILANO

Qualcuno - anzi, più di qualcuno - sul web in questi giorni si è lanciato in una proposta ardita: titolare al posto di Maignan. Il soggetto in questione è Lorenzo Torriani che, complice l'assenza del docente di ruolo attualmente in vacanza post Mondiale, sta offrendo esibizioni di ottimo livello in questo precampionato. A Glasgow si è arreso ai due gol propiziati da errori pesanti dei compagni, ma ha poi difeso bene la porta in almeno due occasioni. E anche nel derby si è fatto apprezzare per la serenità d'animo e l'approccio corretto, elementi che permettono la massima resa. Se il Milan non ha perso è anche merito suo, soprattutto in virtù della super parata nel finale sulla botta angolata di Calhanoglu. A 21 anni Lorenzo ricorda molto Donnarumma per atteggiamento.

gerarchie

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Ventun anni però sono un'età in cui occorre capire per bene cosa voler fare da grande. Capire se il percorso è quello giusto. Ora come ora dal club non sono arrivate indicazioni particolari: la nuova stagione è iniziata con la vecchia gerarchia fra i pali. Maignan, Pietro Terracciano e Torriani. La riflessione è persino banale: è corretto che un ragazzo della sua età e con le sue qualità faccia sia destinato a fare ancora il terzo? Ma la domanda potrebbe spingersi ancora più in là senza il rischio di commettere lese maestà: potrebbe essere riduttivo vederlo fare anche il vice Maignan. Torriani è uno di quei ragazzi del Vismara che il Milan ha svezzato e a cui ha fornito tutto gli strumenti per essere un ottimo professionista. Banalmente: sarebbe bello - e opportuno - vederlo giocare, non sedere in panchina da riservista.

ascesa

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Per lui la scorsa stagione il club ha allestito un percorso ben studiato: Lorenzo ha sempre figurato ufficialmente nella rosa della prima squadra, ma in realtà è stato convocato in massima parte con Milan Futuro. A fare il terzo con Allegri c'è andato quasi esclusivamente Pittarella. Una scelta indirizzata chiaramente dall'esigenza di far fare esperienza a Torriani, utilizzando la seconda squadra proprio nella modalità e per le esigenze per le quali è nata. L'ascesa di Lorenzo è iniziata due estati fa quando Fonseca l'ha convocato per la tournée negli Stati Uniti e lui si è ritrovato in campo titolare contro City, Real e Barcellona a causa dell'infortunio di Sportiello. Parate decisive lungo i tre match, compresa quella ai rigori contro il Barça che ha permesso al Milan di vincere anche il terzo incontro della tournée. Poi è arrivato il debutto da sogno, in Champions contro il Liverpool a San Siro, entrando al posto di Maignan infortunato. Un battesimo con personalità, gambe salde e nessuna paura. Ora, al ritorno dalla tournée, è facile che il suo nome torni a essere argomento di valutazione in ambito dirigenziale: difficile che un'altra stagione da terzo, o in Serie D, possa essere considerato il percorso giusto per lui.

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