Corradini (Simest): "In Italia export tiene, fondamentale sistema per crescita"

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27 maggio 2026 | 17.53

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“I dati contano: nel 2025 l’export italiano ha toccato livelli record.

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Il dato di marzo è positivo e lo dico con convinzione perché troppo spesso, quando parliamo di economia internazionale, ci concentriamo sulle difficoltà e dimentichiamo di guardare quello che funziona. Da sei anni viviamo in un contesto di tensioni geopolitiche continue. Eppure, le esportazioni italiane tengono e tengono bene: continua a essere così. Questo va detto, altrimenti corriamo il rischio di raccontare solo metà della storia, sempre la metà più buia. Per la crescita servono coraggio e fiducia. Dobbiamo con serietà lavorare per supportare il sistema economico nei momenti di difficoltà e dobbiamo fornire alle imprese tutti gli strumenti utili per crescere”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, nel corso di una tavola rotonda durante gli Stati Generali dell'Associazione degli Enti Previdenziali Privati (AdEpp).

“La crescita del Paese non è sostenuta solo da chi esporta direttamente, ma anche da tutte le filiere fatte principalmente di pmi. Oggi solo il 9% delle imprese italiane esporta. Quella percentuale deve aumentare e per farlo serve una logica di sistema. È fondamentale la rete, quella che abbiamo col gruppo Cdp, con Ice, con Sace e qui si dimostra essenziale il coordinamento della Farnesina, il governo e i principali ministeri coinvolti, Mef e Mimit. Il sistema Paese ha dimostrato di funzionare perché lavora insieme. Simest è parte di questo sistema. Siamo fornitori di finanza a tasso zero, per investimenti in Italia e all’estero. E sottolineo: in Italia. Perché non supporteremo mai un’impresa oltre confine se non c’è prima una prospettiva di crescita dentro i nostri confini. L’internazionalizzazione nasce da una radice solida, non la sostituisce. Siamo anche soci delle imprese con l’equity", sottolinea.

"Entriamo nel capitale, affianchiamo le società in piena fase di sviluppo internazionali, soprattutto le più piccole, che sono spesso le meno strutturate e le più promettenti allo stesso tempo. Per questo dobbiamo unire le forze. Anche con i fondi pensione e le casse previdenziali. Il capitale c’è, va mobilitato nella direzione giusta. L’obiettivo è uno: incidere davvero sulla competitività internazionale delle nostre imprese. Non dobbiamo far rallentare gli investimenti, non lo abbiamo fatto neanche di fronte ai dazi Usa nonché al conflitto in Medio Oriente. Bisogna continuare ad assumere giovani e a farli crescere. Le competenze sono centrali per lo sviluppo del nostro pil”, ha concluso.

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