Cresce il fatturato dell'industria, ma c'è già l'effetto prezzi

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Sale il fatturato dell'industria e dei servizi a marzo, sia sul mercato interno che estero, con l'accelerazione dei prezzi sui primi effetti del conflitto in Medio Oriente. I dati Istat segnano infatti incrementi in valore più che in volume. In una dinamica confermata anche dal bilancio del primo trimestre. Su base annua, il fatturato dell'industria registra un aumento del 4,4% in valore e del 2,0% in volume; il fatturato dei servizi cresce del 4,6% in valore e dell'1,6% in volume. Rispetto a febbraio, per il primo l'aumento è del 2,0% in valore e dello 0,7% in volume; per il secondo rispettivamente dell'1,3% e dello 0,1%. I significativi incrementi in valore a marzo risultano "determinati soprattutto dalla crescita dei prezzi", commenta l'Istat rilevando che a livello congiunturale "i volumi, infatti, restano sostanzialmente stagnanti nei servizi e vedono un modesto recupero nell'industria", così come in termini tendenziali "ad una vivace crescita in valore si associa una dinamica moderatamente positiva per i volumi, sia nell'industria sia nei servizi". Insomma, valori positivi ma a velocità diverse.

E, tra le tensioni internazionali, a trainare la crescita è soprattutto il settore energetico. Guardando i raggruppamenti principali di industrie, l'aumento maggiore si rileva infatti per l'energia (+25,3% il fatturato annuo in valore), seguito a distanza dagli incrementi più moderati per i beni strumentali (+5,8%) e per quelli intermedi (+4,9%), mentre i soli beni di consumo registrano una flessione (-1,4% e per i beni durevoli si arriva a -5,7%). Dinamica analoga segna il primo trimestre dell'anno con il fatturato dell'industria, rispetto al trimestre precedente, che aumenta in valore (+1,3%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello stesso arco temporale, per i servizi si rilevano incrementi dell'1,7% in valore e dello 0,1% in volume. Per i consumatori sono dati destinati a peggiorare.

Lo scenario è questo "considerato che il conflitto in atto ha portato ad aprile ad una nuova fiammata dell'inflazione e sta producendo effetti a catena sull'economia e sulle famiglie", rimarca il Codacons, parlando dei dati positivi del fatturato a marzo 'dopati' dalla crescita dei prezzi come primo effetto della guerra in Iran. "Purtroppo più lo Stretto di Hormuz resterà chiuso e peggio sarà", afferma il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona: "Bene, quindi, che le imprese a marzo abbiano ripreso fiato. Speriamo che questa boccata d'ossigeno consenta loro di restare più a lungo in apnea ei prossimi mesi", è il suo auspicio.

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