La guerra di Usa e Israele all'Iran, con rischi per la crescita europea e di una correzione brusca dei mercati che si fanno "tanto più gravi quanto più il conflitto si trascina". Il caos dei dazi di Trump, divenuto un fattore "strutturale". Fino alle "minacce ibride" al sistema finanziario: dalla Russia ma anche dagli stessi Stati Uniti, col nuovo e potente modello d'intelligenza artificiale Mythos, non accessibile agli europei, che ha tolto il sonno alla vigilanza bancaria per il rischio di attacchi cyber. Sarà che per il vicepresidente della Bce Luis de Guindos, il cui mandato scade a fine giugno, è l'ultima conferenza stampa di presentazione del Rapporto di stabilità finanziaria da lui supervisionato. Sarà che gli Usa, fra ritiro di forze militari all'Europa mentre la Russia fa piovere missili ipersonici su Kiev, minacce e insulti a giorni alterni agli alleati europei, guerra imprevedibili e non discusse con l'Europa, rappresentano un partner meno affidabile di una volta. Fatto sta che il documento con cui la Bce analizza i rischi per i mercati e le banche, pur senza fare attacchi espliciti, ruota quasi tutto attorno al caos globale creato dall'amministrazione Usa. La guerra scatenata il 28 febbraio, se durerà più di quanto dicano le valutazioni di Borsa attualmente "sovrastimate", rappresenta la "preoccupazione principale" per la Bce per gli effetti di "uno sconvolgimento dei mercati energetici globali potenzialmente protratto".
Più durerà, maggiori i rischi per crescita, inflazione, stabilità finanziaria, che nei tre mesi di guerra "si sono intensificati significativamente" e che non risparmiano le banche, specie se esposte all'industria energivora o al commercio estero. De Guindos, presentando il rapporto ai giornalisti, parla prudentemente di un "clima geopolitico complesso" ma poi evoca esplicitamente le scelte di Trump: "gli annunci di dazi, le sospensioni e le marce indietro sono diventate una caratteristica strutturale" e "l'incertezza sull'impegno dell'amministrazione Usa alla cooperazione multilaterale aumentano il rischio che shock politici sconvolgano l'ordine internazionale" innescando una "frammentazione geoeconomica e di regolamentazione" in tutto il mondo. Christine Lagarde, che domenica sera ha preferito non rispondere a cosa avesse pensato della tabella dei dazi presentata da Trump un anno fa, a gennaio aveva platealmente lasciato una cena ufficiale a Davos in protesta per gli attacchi all'Europa dal segretario al Commercio Edward Lutnick. De Guindos preferisce i dettagli tecnici.
Le sue parole sull'impegno multilaterale richiamano l'enorme grattacapo piombato sulla Bce, che ieri ha presieduto una riunione d'urgenza con i vertici di circa 300 banche per esortarle, specie gli istituti più piccoli, a mettere mano alle difese cyber. Al centro del tavolo c'era Mythos, un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, diffuso ad alcune organizzazioni Usa ma inaccessibile all'Europa, così potente da poter 'bucare' i sistemi informatici. Addirittura in grado di fare nel giro di mezzora un 'reverse enginering' delle patch con cui banche e aziende tappano le falle di protezione cibernetica: usando le patch per lanciare attacchi prima ancora che queste patch vengano implementate dalle organizzazioni. La Bce, nel rapporto, evoca la probabilità in aumento di attacchi cyber più gravi e più rapidi "tramite l'intelligenza artificiale, specialmente modelli Ia emergenti 'di frontiera'". Il riferimento al sistema Ai di Anthropic è chiaro e De Guindos spiega che la vigilanza Bce, dopo una presentazione da parte di una banca americana che ha accesso a Mythos, ha fatto "una chiara richiesta" di maggiore attenzione, velocizzazione dei processi, un "maggiore investimento in cybersecurity che sia pervasivo" proteggendo anche le banche più piccole e vulnerabili. Ma nessuna risposta è arrivata dalla Bce se vi sia collaborazione su Mythos con le banche o con le istituzioni americane.
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