Come si diventa allenatore? Ora è più facile per chi non ha mai giocato: ecco le nuove norme Figc

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La Federcalcio cambia l'accesso alla carriera da tecnico: dal 2027 si parte con un corso online aperto a tutti

Diventare allenatore in Italia sarà più semplice, anche per chi non ha alle spalle una carriera da calciatore. La Figc ha approvato il nuovo percorso per conseguire le licenze Uefa C e Uefa B, recependo le indicazioni della Uefa. Le nuove norme entreranno in vigore da gennaio 2027 e cambiano soprattutto l'accesso alla professione, introducendo un percorso unico e più lineare. La novità principale è il corso propedeutico, che diventa il primo passaggio obbligatorio per tutti gli aspiranti allenatori. Sarà aperto ai maggiorenni, si svolgerà interamente online e rappresenterà l'unica porta d'ingresso per la licenza Uefa C, quella che consente di allenare nei settori giovanili e nell'attività di base.

Come si diventa allenatori

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Il corso propedeutico durerà 38 ore e affronterà le materie di base, dalla medicina dello sport al regolamento di gioco, passando per tecnica e tattica, preparazione atletica, calcio femminile, futsal e ruolo del portiere. Una formazione per l'accesso ai corsi che prima non esisteva. Al termine è previsto un test online composto da 60 domande a risposta multipla: chi lo supera ottiene un'idoneità valida 24 mesi e ha diritto a essere convocato dalla Figc per un corso Uefa C. È questo il cambiamento più importante: il nuovo sistema rende più semplice e diretto l'accesso al primo livello della carriera da allenatore, aprendo il percorso anche a chi non ha mai giocato a calcio, rispetto al sistema precedente in cui i criteri d'accesso erano più stringenti e legati anche a quanto fatto da calciatori.  

Il patentino

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I corsi Uefa C sono dedicati soprattutto alla formazione degli allenatori dei settori giovanili e dell'attività di base. Una volta ottenuta la licenza, sarà necessario maturare almeno sei mesi di tesseramento come allenatore prima di poter accedere al corso Uefa B, che rappresenta il gradino successivo e consente di allenare anche le prime squadre nelle categorie dilettantistiche, oltre ad ampliare le possibilità di impiego nei campionati giovanili. Da lì, poi, si accede ai corsi per le squadre professionistiche. "Abbiamo cercato di rendere i corsi meno ridondanti e più aderenti alla didattica moderna", ha spiegato il presidente del Settore Tecnico, Mario Beretta.

La Gazzetta dello Sport

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