Chi non attacca fa paura: è tornato il catenaccio. Ce lo spiega l'ex tattico dell'Italia

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 Nuno da Costa #21 of Cabo Verde competes for a header against Darwin Nunez #9 of Uruguay during the FIFA World Cup 2026 Group H match between Uruguay and Cabo Verde at Miami Stadium on June 21, 2026 in Miami Gardens, Florida.   Lars Baron/Getty Images/AFP (Photo by Lars Baron / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

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Gli attacchi moderni non sanno più scardinare le difese chiuse, anche al Mondiale. Dal boom Capo Verde alle grandi d'Europa alle contromisure di Bielsa, oggi la grande moda del calcio è il blocco basso. Antonio Gagliardi, tattico dell’Italia di Mancini campione d’Europa 2021, ci spiega perché la difesa totale è tornato di moda

Luca Bianchin

Giornalista

23 giugno - 12:47 - MILANO

Di questi tempi, se non disserti di blocco basso mentre fai l’aperitivo con gli amici non sei nessuno. Il vecchio catenaccione, in effetti, è clamorosamente tornato di moda, un po’ come i baffi. Spagna-Capo Verde è stata il simbolo: una squadra molto più forte incapace di scardinare il blocco basso, cioè l’agglomerato di giocatori chiusi nella propria area o poco oltre. Chi ha blocco basso non pressa nemmeno per finta: aspetta. E considera sempre lo 0-0 un buon risultato. Gli allenatori avversari continuano a ripetere che attaccare squadre così è complesso e anche nella conferenza stampa di Marcelo Bielsa prima di Uruguay-Capo Verde si è tornati ampiamente sul tema. È un paradosso: Capo Verde fa paura perché… non attacca. E lui, il Loco, ha cambiato per adattarsi: invece di Ugarte, centrocampista difensivo, farà giocare De la Cruz, un 10 travestito da centrocampista centrale.

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