Marco Principi: "Battere Montesanto e Kennedy decisivo, siamo a un passo dalla salvezza, una vera impresa sportiva. La differenza l'ha fatta il nostro orgoglio"
30 marzo - 16:31 - MILANO
Capriotti Mosciano vince due partite consecutive e porta a casa un bottino prestigioso in chiave salvezza: una vera e propria macchina da guerra, capace di incidere e capitalizzare i momenti favorevoli, spinta da un obiettivo chiaro sin dall’inizio della stagione: mantenere la categoria. Un rendimento che vale il riconoscimento di FIB TOP TEAM, premio che omaggia non solo le prestazioni, ma anche carattere e personalità.
vittorie fondamentali
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A raccontare il momento della squadra è la giovane leva Marco Principi, ventiquattrenne di Fano, determinato e lucido nell’analisi: “Due settimane fa eravamo in zona playout e avevamo lo scontro diretto contro Montesanto, in casa loro, con lo stesso punteggio in classifica. Se avessimo perso saremmo entrati nella zona retrocessione. Vincendo, invece, abbiamo guadagnato un +3 e, allo stesso tempo, abbiamo sfruttato anche il pareggio della Kennedy, riuscendo a sorpassarla”. Il momento positivo è stato confermato anche nel turno successivo: “Sabato, tra le nostre mura, abbiamo affrontato proprio la Kennedy e abbiamo vinto 6-2, mentre Montesanto ha perso. Questo ci ha permesso di accumulare un +6 su Montesanto e un +4 sulla Kennedy. Ora siamo sesti in classifica, fuori dalla zona rossa. Mancano due partite: contro Possaccio in casa e Perugia in trasferta”.
voglia di riscatto
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La strada verso la salvezza è ancora aperta, ma la consapevolezza è cresciuta: “Siamo a un passo da un’impresa sportiva. In un momento della stagione la situazione era davvero complicata, ma il nostro orgoglio e la voglia di riscatto hanno fatto la differenza. Non ci siamo mai arresi e abbiamo fatto passi importanti”. Occhi puntati ora sui prossimi impegni, da affrontare con la massima concentrazione: “La difficoltà è che noi ci giochiamo tutto, mentre gli avversari – attualmente ultimi in classifica – hanno meno pressione. Dovremo tenere alta l’attenzione: Possaccio è una squadra molto forte tecnicamente, la classifica non rispecchia il loro reale valore”.
restare in a
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Lo spirito del gruppo resta la vera chiave di svolta: “Dopo questi due successi ci siamo detti: vinciamo anche la prossima e poi ci diremo bravi. L’obiettivo è chiaro: militare ancora in Serie A. Durante l’anno abbiamo lasciato qualche punto per strada, ma ora conta solo il presente”. Ci svela, infine, il ruolo che ricopre all’interno del team: “Siamo un gruppo molto unito. Cerco di imparare dai più esperti e, allo stesso tempo, di essere un punto di riferimento per i miei compagni nei momenti difficili. Voglio dare il mio contributo dentro e fuori dal campo”. E tra le figure di riferimento, Principi non ha dubbi: “Dante D’Alessandro è il mio idolo. Rappresenta lo sport: ha dedicato la sua vita alle bocce, facendo sacrifici importanti. È il più forte di tutti i tempi e, ancora oggi, in campo è un valore aggiunto”.
parla l'esperto
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Ora la parola passa proprio al più esperto, Dante D’Alessandro: “È un finale di stagione positivo. Sappiamo il valore della nostra squadra: ci sono formazioni più blasonate e, sulla carta, superiori. Il nostro obiettivo è la salvezza, e questo ci spinge a lottare continuamente. L’anno scorso ci siamo salvati all’ultima giornata, quest’anno abbiamo un margine maggiore e più possibilità. Sono soddisfatto perché si sta giocando bene: Marco cresce giorno dopo giorno e tutti i ragazzi mostrano carattere, dando l’anima dall’inizio alla fine”.
amore per le bocce
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Un pensiero anche per il giovane compagno: “Ringrazio Marco per le belle parole spese. È una persona umile, intelligente, con tanta voglia di migliorare. È innamorato delle bocce, e non è scontato alla sua età. Io sono molto legato ai giovani: porto la mia esperienza anche in Molise, lavorando con ragazzi dagli 11 ai 17 anni”. Sui sacrifici ammette: “Le bocce mi hanno dato tanto, ma richiedono impegno. Tra lavoro e allenamenti serve organizzazione. Il sacrificio più grande è stato conciliare preparazione fisica e preparazione tecnica. Per arrivare pronti alle gare importanti ho spesso rinunciato al tempo con amici, famiglia e affetti. Ma è necessario: serve senso del dovere, anche verso i tifosi. Quando il pubblico chiama, l’atleta deve rispondere”.
La Gazzetta dello Sport
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