A Zeltweg il monegasco è stato spesso autore di grandi prestazioni. Dopo le due brutte prove di Monaco e Barcellona, dove a esultare con la Ferrari è stato proprio Hamilton, Charles deve invertire il momento negativo
Dichiarazioni evergreen da rispolverare a seconda del periodo: “Non sono mai del tutto contento, neanche quando vinco”. Charles Leclerc lo disse un anno fa. Immaginiamo come si debba sentire adesso che non vince. Ma buone notizie in arrivo: ecco il GP d’Austria. Il Red Bull Ring può essere una macchina della tortura, se non fai attenzione. Ma può anche essere il GP della verità per Leclerc. La dichiarazione più bella sull’argomento l’ha fatta un altro Leclerc, Arthur, suo fratello: “Sul Red Bull Ring ogni dettaglio conta”. È vero. Ma c’è un feeling che non va dimenticato e Charles ha sempre fatto vedere in Austria. Nel 2019, la prima volta vera da pilota della Ferrari, Leclerc fece una gara bellissima: per poco non chiuse al primo posto. Il monegasco fu protagonista di un contatto con Max Verstappen che, a due giri dalla fine, gli prese la prima posizione portandolo fuori pista. Dopo un colloquio con i commissari, la decisione della Fia fu chiara: nessuna penalità al pilota Red Bull. L'olandese vinse davanti a Leclerc e alla Mercedes di Bottas. Fu un podio di qualità.
il capolavoro
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Il vero capolavoro Leclerc lo realizzò nel 2022. Fu il primo successo della Ferrari in Austria dal 2003. Un miracolo. In quella che fu la sua terza vittoria stagionale, Leclerc vinse il gran premio a Spielberg al termine di una gara fantastica, in cui superò più volte Verstappen (che chiuse poi al secondo posto) dimostrando tutta la sua forza. "Ho tremato verso la fine perché ho avuto un problema al pedale dell’acceleratore proprio nel momento in cui si è ritirato Sainz”, raccontò all’arrivo. Era luglio. Il successo era contato tantissimo. Charles recuperò 6 punti su Verstappen, all’epoca c’erano ambizioni di classifica. E Leclerc ne aveva un bisogno disperato: troppe amarezze, non solo per l'affidabilità che l’aveva tradito nelle ultime uscite. Tant’è che disse: "Una vittoria necessaria. Divertente, il passo c'era, eravamo più forti del previsto rispetto alla sprint, nella notte abbiamo studiato dove migliorare, la gara fatta sulle medie. Bella lotta con Max, specie all'inizio quando era più difficile. Ma finalmente una gara pulita dopo che molte volte aveva girato male per me, dicevo che ero ottimista e positivo, ma anche per convincermene. Prendi colpi su colpi e vorresti solo far vedere di cosa sei capace”.
spine nel cuore
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Se vedete qualche similitudine con l’oggi, beh, avete ragione. Leclerc arriva alla gara in Austria con più di una spina nel cuore. E mentre il suo compagno di scuderia, Lewis Hamilton, è diventato un carro su cui tutti salgono (da Jacques Villeneuve a Rob Smedley: ormai lo lodano), Leclerc è diventato un sacco da boxe. Il monegasco ha bisogno di un po’ di fiducia, e la pista austriaca può dargliela. “Ero emotivo, mi sono allenato alla forza mentale”, ha raccontato al Corriere della Sera diversi anni fa, quando era solo un ragazzino. Oggi che è Leclerc, 28 anni, uomo Ferrari, a cui la scuderia ha prolungato il contratto, ecco, a fronte di tutto questo, Charles ha bisogno di ritrovare quel cinismo. Il punto critico, insomma, è il contesto psicologico con cui Leclerc arriva a Spielberg 2026. A Monaco ha perso punti pesanti per un problema ai freni posteriori culminato nel muro all’ultima curva. A Barcellona ha peggiorato il sabato con un incidente in qualifica, definito da lui stesso “molto imbarazzante”; poi, in gara, stava rimontando ma si è ritirato per un problema. Quindi le ultime due uscite sono state pessime nel risultato.
narrativa da cambiare
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E allora? Dopo il GP di Spagna, Leclerc è quarto nel Mondiale con 75 punti, mentre Hamilton è secondo con 115. La Ferrari ha totalizzato 190 punti di squadra nelle prime sette tappe: Hamilton ha portato circa il 60,5% del bottino Ferrari e Leclerc il 39,5%. Il differenziale non è ancora irreversibile, ma è già abbastanza ampio da cambiare la narrativa del box. L’Austria non è un GP spartiacque, no. Ma è molto importante e serve comunque a capire dove andrà il monegasco, dove tira il vento: se verso un rapporto di subalternità a Hamilton o, meglio, verso la possibilità di giocarsi le carte a ogni gp. Sarebbe un bel testa a testa. L’Austria, poi, emerge come una pista in cui Leclerc tende a rendere meglio in gara rispetto alla posizione di partenza. Il 2018 è il caso più netto di rimonta (8 posizioni), il 2022 è il picco assoluto (ha vinto). Il 2025 conferma che Leclerc al Red Bull Ring resta ad alto rendimento (è salito sul podio). C’entra la tecnica, ma è soprattutto una questione di testa.

