Leo e Lamine, sempre loro. Uno continua a stupire a 39 anni, l'altro vuole prendersi il mondo a diciannove. E la carriera dei loro ct passa anche dal loro talento: in una squadra è importante il gruppo, ma anche all’interno di un’orchestra, c’è sempre un primo violino che fa la differenza
Uno, Lionel Messi, proprio in queste ore - 24 giugno - festeggia il suo trentanovesimo compleanno. L’altro, Lamine Yamal, compirà invece diciannove anni il 13 luglio, alla vigilia delle semifinali, a cui naturalmente spera di essere presente con la Spagna. Quante volte si dice, estremizzando, che potrebbero essere padre e figlio? In questo caso, anagraficamente, sarebbe tutt’altro che impossibile. Certo è che il primo si è già preso la scena, infilando un gol dopo l’altro, a dispetto dell’età; con l’assistenza, la complicità, dei compagni che in lui vedono il lasciapassare per la gloria. Il secondo lo abbiamo intravisto più ancora che ammirato: qualche minuto per firmare comunque il primo gol Mondiale, da aggiungere alla sua collana di record, per far intendere alla propria squadra di poterci credere: con lui il titolo è un obiettivo più che possibile. Anzi, per le Furie Rosse il ruolo di squadra favorita passa proprio dal suo competo recupero.



