A 27 anni ancora da compiere, Diaz è spesso stato in bilico su quel confine tra ottimo calciatore e campione. In carriera ha vestito solo maglie prestigiose: Manchester City, Milan e Real MadridMa solo in Italia è stato titolare. Ora deve dimostrare chi è veramente
In Qatar lui non c’era. Né con la Spagna, dopo tutta la trafila nelle nazionali giovanili fino all’Under 21 e perfino una presenza in amichevole con i grandi, né con il Marocco, a cui non si era ancora legato. Quindi, tra i debuttanti eccellenti in questo Mondiale, c’è anche Brahim Diaz. Nato a Malaga da padre marocchino e mamma spagnola, ha scelto di rappresentare il Marocco nel 2024 e ha già “vinto” la Coppa d’Africa nel 2025. Virgolette necessarie, ricorderete l’episodio: finale Senegal-Marocco a Rabat, nel recupero del secondo tempo Brahim Diaz si fa parare un rigore facendo il cucchiaio dopo uno stop di oltre dieci minuti a causa dell’uscita dal campo per protesta da parte del Senegal. Nei supplementari segna proprio il Senegal che vince 1-0, ma due mesi dopo il ricorso del Marocco contro il comportamento degli avversari viene accolto dalla CAF che ribalta il verdetto. Una coppa non festeggiata in campo: non è la stessa cosa. Soprattutto per Diaz, che avrebbe evitato tutto quel caos trasformando il rigore. Tra l’altro in quel torneo Brahim era stato tra i migliori e pure il capocannoniere con 5 gol. Adesso va scritta un’altra storia, che è iniziata bene: due assist nelle prime due partite del Mondiale, il pareggio con il Brasile, la vittoria con la Scozia e la possibilità di fare un dispetto a Carlo Ancelotti, suo allenatore al Real Madrid dal 2023 al 2025, in casa di larga vittoria con Haiti. La sensazione è che il primato nel gruppo venga deciso dalla differenza reti e il Marocco per adesso è a meno due dalla Seleçao.
buon giocatore o campione
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Il Mondiale potrebbe servire anche a valutare definitivamente il livello di Brahim. A 27 anni ancora da compiere, Diaz è spesso stato in bilico su quel confine tra buonissimo giocatore e qualcosa in più. In carriera ha vestito solo maglie prestigiose: Manchester City, Milan (fortemente voluto da Paolo Maldini), Real Madrid. È stato il primo under 23 a vincere Premier, Serie A e Liga. Ma solo in Italia è stato titolare. In una squadra ricca di campioni, la duttilità e le qualità tecniche lo rendono un dodicesimo perfetto: può giocare da centrocampista offensivo, da esterno, da trequartista e sa arrangiarsi in tutte le posizioni. Regragui, il c.t. del Marocco quarto a Qatar 2022, lo convinse ad accettare questa nazionale proponendogli un impiego da ala destra libera di accentrarsi e tagliare. Adesso al suo posto c’è Ouahbi, ma ruolo e compiti non sono cambiati. In una squadra piena di talento e velocità, ma anche organizzata ed equilibrata grazie al lavoro di El Aynaoui e Bouaddi, Brahim porta imprevedibilità e generosità, perché si spende in tanti ripiegamenti difensivi. La catena con Hakimi funziona alla perfezione. Ma nel corso degli anni, frequentando spogliatoi pieni di talento, Brahim ha imparato a giocare nei corridoi centrali. Diaz sa andare incontro alla palla creando superiorità numerica a centrocampo e aprendo lo spazio per un compagno portando fuori posizione il suo marcatore. E la pulizia tecnica è indiscutibile.
il futuro
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E allora perché non è titolare nel Real Madrid? Innanzitutto perché ci sono compagni più forti. E poi perché segna poco. Non va spesso al tiro, negli inserimenti senza palla ci sono ampi margini di miglioramento. Dopo il Mondiale dovrà decidere il suo futuro: il contratto scade nel 2027, quindi rinnovo o cessione. In questo periodo è stato accostato alla Juve, che è alla ricerca di un giocatore da piazzare sulla trequarti. Difficile ipotizzare uno schieramento con Conceiçao a destra, lui in mezzo e Yildiz a sinistra, per questioni di equilibrio. Di sicuro ne beneficerebbe il turco, che avrebbe un compagno tecnico con cui dialogare. Ma in bianconero Diaz potrebbe partire anche da destra e scambiarsi con McKennie, altro giocatore che ama svariare. Lui vorrebbe restare al Real, ma bisogna capire prima cosa ne pensa Mourinho: uno dei giocatori da sacrificare potrebbe essere proprio il marocchino. Intanto Brahim si gode il Mondiale e magari, dopo i due assist, domani ad Atlanta arriverà pure il momento del primo gol.

