Boninsegna: "Perdono Mazzola. Pur di non andare alla Juve aggredii Fraizzoli"

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Bonimba risponde a Sandro, che tramite la Gazzetta gli ha chiesto scusa per non essersi opposto alla sua partenza nel '76: "Gli dissi che doveva fare il trequartista, non il regista. Il presidente non la prese bene, ma alla fine è andata meglio a me..."

Nicola Cecere

Collaboratore

19 agosto - 21:23 - MILANO

“Voglio chiedere scusa a Boninsegna: lui scherza dicendo che lo mandai via io. Non è vero, ma nello scambio con Anastasi avrei potuto oppormi e non lo feci, pensando convenisse all’Inter”. In un’intervista a cuore aperto alla Gazzetta, Sandro Mazzola ieri ha svelato uno dei pochi rammarichi della carriera: non essersi messo di traverso quando nell’estate del 1976 Bonimba fu spedito alla Juve, già allora arci nemica, in cambio di Pietro Anastasi. A distanza di 50 anni, Boninsegna non nasconde la soddisfazione per il gesto del grande Sandro, lo perdona e torna su quello scambio che al tempo fece enorme scalpore. 

Boninsegna, come andò davvero quell’estate? 

“Credo che tutto sia nato da una situazione di campo. Mazzola al tempo fece sapere che intendeva cambiare ruolo, abbassare il raggio d’azione per diventare il regista della squadra. Andai da lui e gli dissi che non mi sembrava una buona idea, che lui era un regista di livello mondiale, che valeva i vari Cruijff e Rivera, che continuava a servirci il suo apporto in fase offensiva, che arretrando avrebbe segnato meno. Senza trascurare il fatto che da regista avrebbe dovuto correre e sacrificarsi molto di più”. 

Cosa rispose Mazzola? 

“Rimase della sua idea, ma qualcuno riportò le mie osservazioni all’allora presidente Fraizzoli, con cui Mazzola aveva un rapporto privilegiato...”. 

E Fraizzoli cosa fece? 

“Fui io a chiedergli un incontro. Gli dissi che avevo l’Inter nel cuore, che andasse lui a giocare alla Juve. Lui indignato mi rispose che ero un tesserato dell’Inter e che andavo a giocare dove decideva l’Inter. E che l’alternativa sarebbe stato smettere, perché al tempo il vincolo con un club era a vita”. 

Obtorto collo, quindi dovette andare alla Juve. 

“Sì, e alla fine andò meglio a me che all’Inter. A Torino infatti vinsi due scudetti, una coppa Uefa e una coppa Italia mentre il mio grande amore nerazzurro e lo stesso Mazzola non se la passarono molto bene”. 

Ci racconti il suo rapporto con Mazzola. 

“Tenga conto che giocavamo insieme sin da quando eravamo ragazzini, lui all’inizio da attaccante e io da ala sinistra. Insieme vincemmo anche il Viareggio, che al tempo era la massima rassegna mondiale a livello giovanile. In campo ci siamo sempre trovati alla grande”. 

Ora continuate a sentirvi? 

“I contatti negli anni si sono diradati, sull’episodio non sono mai voluto tornare un po’ perché non mi piaceva insistere, un po’ perché avrebbe cambiato il corso delle cose. Però non nascondo la soddisfazione per il fatto che lui ora abbia riconosciuto che le mie osservazioni del tempo erano fondate. Lo perdono...”. 

Ha un messaggio da mandargli? 

“So che non sta benissimo, gli mando un grande abbraccio e resto in attesa di buone notizie sul suo stato di salute”.

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