Paulo e la stellina portoghese schierati insieme. La squadra giallorossa può volare con la fantasia
Alessio D Urso
21 agosto - 11:13 - MILANO
Riscoprirsi ricchi. Perché quando puoi iscrivere a referto non uno ma due trequartisti di gran classe, Paulo Dybala e l’erede designato Rodrigo Mora, diventi all’improvviso custode di una miniera di fantasia. Con l’ultima operazione di mercato la Roma si è regalata una rarità nel calcio moderno: la coesistenza di due trequartisti capaci di accendere la luce con un solo tocco di palla, rinnovando la tradizione dei numeri 10 per eccellenza come Giuseppe Giannini e Francesco Totti. E la presenza dell’argentino e del portoghese sta rendendo magica l’atmosfera a Trigoria: una sensazione di orizzonti illimitati che serve all’anima dopo un precampionato con alcune amichevoli in chiaroscuro.
Insieme
—
E invece quei due lì sanno di parlare la stessa lingua: quella dei 10 col tratto d’artista. E considerato che è presto per un passaggio di testimone destinato a realizzarsi molto più in là (perché la Joya vive i suoi 32 anni con grande leggerezza puntando legittimamente a bonus e a un ulteriore rinnovo), il 19enne Rodrigo non vede l’ora di giocare accanto a quello che sempre stato il l’idolo di gioventù ("Un grande onore giocare con lui, sono cresciuto vedendolo giocare", ha detto). Le prime prove in allenamento il portoghese le sta vivendo con emozione comprensibile. Ma per uno che finora ha bruciato le tappe nel Porto, non sarà difficile calarsi in fretta nella dimensione del debutto in campionato di lunedì contro la Fiorentina col cinismo necessario. Dal gruppo latino Mora è stato accolto a braccia aperte: Wesley col suo portoghese gli sta aprendo diverse porte, il nucleo argentino con Dybala, Castro, Soulé e Molina è una famiglia con cui l’ultimo acquisto si ritrova anche a tavola.
Strategia
—
E così con Mora e Dybala nei sedici metri Gian Piero Gasperini si prepara a rinnovare una coppia di trequartisti di tecnica e movimento, come sono stati Papu Gomez e Josip Ilicic ai tempi dell’Atalanta, dietro al terminale offensivo Malen. Senza considerare che ulteriori opzioni, con due fantasisti in a disposizione, non mancheranno davvero: Mora unico creativo, dietro a due punte, o in linea addirittura con Dybala e Castro dietro a Malen in un innovativo 4-2-3-1. Col suo baricentro basso, che gli consente di essere rapido nei primi metri e difficile da contenere nello stretto, il portoghese può ribaltare l’azione in un attimo come ha dimostrato al Porto, con una marcia in più stavolta grazie proprio ai consigli di Paulo, di cui è l’alter ego in giallorosso.
Tradizione
—
La Roma, dunque, può raccontare una nuova storia che ha i crismi dell’unicità. Avere in rosa due facce d’angelo con doti tecniche eccellenti, non è da tutti. La speranza di Gasp è che quelle facce diventino cattive sottoporta tutti i weekend e nelle notti di Champions. Proprio come sapeva fare Totti (altro guru per il neo acquisto), che Rodrigo ha osservato con ammirazione al suo arrivo nella galleria di foto a Trigoria. Un filo giallorosso tiene insieme le epoche dei grandi 10 della Roma. E ora tocca a Mora, insieme a Dybala, spingere più in là la “grande bellezza” giallorossa dei trequartisti, trasformando ogni pallone in poesia.



