Auto ibride full e plug-in: come consumare meno

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Emilio Deleidi

16 aprile - 07:39 - MILANO

La doppia propulsione, termica ed elettrica, porta sicuri benefici in termini energetici, ma a certe condizioni: servono costanza nelle ricariche e attenzione nello sfruttamento della batteria

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Mild, full, plug-in: stessi accorgimenti

Il caro carburanti morde e non risparmia chi, per coscienza o per sfruttare vantaggi di qualche tipo (anche fiscali), ha optato per un’auto ibrida di ultima generazione. Certo, la doppia propulsione offre benefici importanti in termini di consumi, ma quando è il momento di fare il pieno alla pompa il costo della benzina o, più raramente, del gasolio (non dimentichiamo che esistono anche delle diesel ibride, molto efficienti per certi utilizzi), il conto è comunque salato. Dunque, adottare qualche accorgimento e uno stile di guida più sobrio può portare benefici anche alle tasche di chi ha abbracciato la via di una pur parziale elettrificazione. Alcuni principi basilari sono comunque uguali, indipendentemente dal tipo di propulsione del veicolo: per esempio, la necessità di mantenerlo in perfetta efficienza rispettando scrupolosamente la manutenzione prevista dal costruttore. La sostituzione dei filtri di carburante, olio motore e aria motore ha la medesima importanza su un’auto a benzina, diesel o ibrida, perché le problematiche del propulsore a combustione sono le stesse. Lo stesso vale per la pressione degli pneumatici che, anzi, assume un rilevo ancora maggiore per quelli "eco" (a bassa resistenza di rotolamento), spesso adottati su ibride ed elettriche. Anche in questo caso, infatti, l’aumento della superficie di contatto con la strada generato da una copertura con pressione interna insufficiente genera maggiore attrito e, quindi, un incremento dei consumi stimato nell’ordine del 2-4% (per una diminuzione di 1 bar rispetto al valore ottimale). Si può dire lo stesso per la necessità di eliminare qualsiasi peso superfluo causato da oggetti dimenticati a bordo e di smontare, quando non se ne fa uso, accessori come portapacchi, portasci e portabici che, installati sul tetto, aumentano la sezione frontale dell’auto e la sua resistenza all’avanzamento. Sia ibrida o no l’auto nella quale viene utilizzato, il climatizzatore richiede energia per funzionare, quindi è bene escluderlo tutte le volte che non se ne senta l’esigenza: per rinfrescare l’abitacolo può essere sufficiente abbassare i finestrini, ma è meglio non farlo in autostrada, perché le turbolenze che si creano incidono negativamente sul profilo aerodinamico della vettura e, quindi, sui consumi. Pure fari e luci supplementari (fendinebbia e retronebbia) e altri servizi ausiliari (lunotto termico, luci di cortesia, impianto audio) sono elementi che richiedono energia per funzionare e, quindi, possono essere spenti quando non si verificano condizioni che ne suggeriscano o impongano l’utilizzo. Sono tutti piccoli accorgimenti che certamente portano altrettanto piccoli vantaggi, ma che, sommati, possono permettere di risparmiare qualcosa in termini di consumo. Poi, però, le auto ibride, nelle loro diverse declinazioni, hanno delle specificità che meritano qualche attenzione supplementare.

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