A Houston, nel centro dove vengono formati gli astronauti, la Nasa spiega che a bordo dell’ISS si può richiedere di guardare le partite: c'è anche un precedente del 2014
A Houston, città della Nasa, per tutti "Space City", ti insegnano a vivere con gli occhi all’insù e a guardare in basso solo quando hai raggiunto l’obiettivo: significa che stai volando nello spazio. E chissà come si vedono, lì tra le stelle, i grandi campioni sbarcati tra Stati Uniti, Canada e Messico per puntare decisi alla luna: la vittoria del Mondiale.
stazione spaziale
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Il Lyndon B. Johnson Space Center di Houston, chiamato così in onore del Presidente degli Stati Uniti texano di Stonewall, cittadina a quattro ore di macchina più a Ovest, è il centro di formazione per gli astronauti di tutto il mondo. Gli shuttle partono dal Kennedy Space Center di Cape Carneval, in Florida, ma chi punta le stelle viene addestrato qui, a casa Nasa, a un’ora di macchina dalle vie di Houston, il quarto polo più popolato d’America soprannominato "traffic city", in quanto il rischio di restare imbottigliato nel traffico è parecchio alto. Per arrivare nella casa - a terra… - nello spazio bisogna puntare al Golfo del Messico, che Trump ha ribattezzato Golfo d’America. La Nasa si può visitare più o meno ogni giorno, si possono vedere i razzi, le rocce lunari e anche le famose tute spaziali, ma la domanda che ci si pone una volta arrivati lì, soprattutto in questo periodo, è di facile intuizione: "Gli astronauti riescono a vedere le partite dei mondiali?". Attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dedicata alla ricerca scientifica, sono sette: gli statunitensi Chris Williams, Jessica Meir e Jack Hathaway, la francese Sophie Adenot e i tre astronauti russi Sergei Mikaev, Sergey Kud-Sverchkov e Andrey Fedyaev. La risposta è sì: chiunque di loro può vedere le partite.
il calcio alle stelle
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Chelsey Ballarte, Public Affairs Specialist del Johnson Space Center, intercettata a tal proposito, ci ha spiegato come: "I membri dell’equipaggio possono richiedere che le partite del Mondiale vengano trasmesse alla stazione per guardarle durante il loro tempo libero. Poiché seguono un programma fitto di attività scientifiche, di manutenzione e altre mansioni quotidiane, il tempo a disposizione per la visione può variare, ma sono in grado di vedere qualsiasi tipo di partita". E non solo: "L’astronauta Jessica Mier di recente ha mostrato come si comporta un pallone in microgravità in una dimostrazione realizzata a bordo del laboratorio orbitante". I tre americani in orbita avranno visto il gran debutto degli Stati Uniti contro il Paraguay, mentre la francese si sarà gustata Mbappè. I russi saranno rimasti neutrali, o non avranno guardato proprio.
il precedente del 2014
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Il calcio nello spazio è stato sdoganato più un decennio fa. Nel 2014 gli statunitensi Reid Wiseman e Steve Swanson e il tedesco Alexander Gerst guardarono Germania-Stati Uniti 1-0 durante la pausa pranzo, giocata sotto la pioggia di Recife, in Brasile. Uno sguardo all’oblò per controllare le nuvole, un altro allo schermo. Gest si lanciò addirittura in una scommessa: "Se vincono gli Stati Uniti, gli altri due mi disegneranno una piccola bandiera americana sulla testa; se invece vince la Germania, credo che loro dovranno rasarsi a zero". Thomas Müller lanciò i tedeschi. Chissà se hanno mantenuto la parola.
pintus e la nasa
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C’è un altro italiano, oltre a Samantha Cristoforetti e a Luca Parmitano - quest’ultimo è stato scelto come pilota della missione Artemis III per il 2017- capace di farsi notare dalla Nasa. Antonio Pintus, performance manager del Real Madrid passato per l’Inter, nel 2024 passò una settimana a Houston per osservare la preparazione degli astronauti, implementando la routine d’allenamento nello spazio con esercizi specifici. I piani alti erano rimasti colpiti dall’utilizzo dei dati e della tecnologia per determinare le condizioni fisiche dei giocatori. Storie di eccellenza. Tra le stelle, funziona così.

