Debutta in Australia un allestimento speciale del piccolo fuoristrada giapponese, il più costoso mai messo a listino. Niente da fare per i tanti appassionati europei, che non lo vedranno mai
Laerte Salvini
17 giugno 2026 (modifica alle 13:40) - MILANO
C'è un piccolo 4x4 che continua a far parlare di sé dall'altra parte del mondo, mentre in Europa è ormai un ricordo. La Suzuki Jimny torna sotto i riflettori con un nuovo allestimento speciale, la XL Rhino Edition, appena lanciata sul mercato australiano. Il primato, però, è di quelli che fanno discutere: con un prezzo di partenza di 44.990 dollari australiani (circa 38.696,62 euro) prima delle spese di immatricolazione, è la Jimny nuova più costosa mai venduta in Australia, tanto che si prevede possa superare per la prima volta quota 50.000 dollari "chiavi in mano". Un traguardo che suona quasi come una provocazione per gli appassionati della vettura sparsi in giro per l'Europa, orfani del modello da anni.
Jimny XL Rhino: Com'è fatta
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Chi si aspetta una Jimny più "cattiva" e capace in fuoristrada resterà probabilmente deluso, perché la Rhino è tutta una questione di stile e di esclusività. Costruita sulla base della XL a cinque porte, costa 10.000 dollari in più rispetto al listino di partenza della versione su cui si basa, e a fronte di questo sovrapprezzo non porta in dote alcuna modifica meccanica. Sotto il cofano resta infatti il 1.5 quattro cilindri aspirato a benzina da 75 kW (circa 102 CV) e 130 Nm, con trazione 4x4 part-time, marce ridotte e la scelta tra manuale a cinque marce e automatico a quattro rapporti: la Rhino non è né più né meno capace in fuoristrada di una Jimny XL qualsiasi. Quello che cambia è l'abito. La serie speciale sfoggia la tinta Kinetic Yellow, finora riservata alla tre porte e qui proposta per la prima volta sulla XL, abbinata al tetto a contrasto Pearl Black, a un disegno inedito dei cerchi in lega da 15 pollici e a decalcomanie e badge Rhino dedicati. All'esterno arrivano poi una griglia anteriore di design "heritage" con scritta Suzuki, minigonne e cornici in argento satinato e i paraspruzzi anteriori e posteriori, mentre l'abitacolo si arricchisce di cornici argentate alle bocchette, maniglie rivestite in pelle nera con cuciture gialle e logo Rhino inciso al laser, illuminazione del vano piedi a otto colori, altoparlanti Pioneer potenziati, tappetini in gomma e proiezione di luci di cortesia all'apertura delle porte. Ad ogni esemplare è abbinato un "Delivery Pack" di gadget brandizzati: dal portachiavi al cappello, dalla coperta alla borsa termica fino a uno speaker Bluetooth, e perfino una confezione di cioccolatini.
Perché in Europa non si vende più
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Se in Australia la Jimny si concede addirittura il lusso di una serie speciale, in Europa la storia è ben diversa: da anni il fuoristrada non è più a listino nella sua veste tradizionale, lasciando orfani i suoi tanti estimatori. Il motivo è uno e insormontabile: le rigide normative dell'Unione Europea sulle emissioni inquinanti. Dal 2020 l'UE ha imposto ai costruttori un tetto di 95 g/km di CO2 sulla media dei modelli immatricolati, con multe pesantissime per chi sfora, e la Jimny di quarta generazione, con il suo 1.5 aspirato, registrava valori compresi tra 154 e 170 g/km, ben oltre la soglia consentita. Per evitare sanzioni capaci di intaccare i bilanci, Suzuki contingentò da subito le vendite, limitandole a soli 2.000 esemplari per l'intero mercato italiano nel 2020, esauriti in pochi mesi. Poi il tentativo di aggirare l'ostacolo: la reintroduzione omologando la vettura esclusivamente come autocarro N1 a due posti, così da escluderla temporaneamente dal conteggio delle emissioni della flotta passeggeri. Una soluzione tampone, resa poi inutile dall'ulteriore stretta: dal 2025 è scattato il limite ancora più severo di 93,6 g/km secondo lo standard WLTP, che ha costretto Suzuki a cancellare del tutto la Jimny dal listino europeo, insieme ad altri modelli poco elettrificati come la Ignis e la Swace. Per portarsi a casa una Jimny, oggi, agli appassionati non resta che il mercato delle importazioni parallele, puntando sulla Jimny a cinque porte prodotta in India, lunga 3,89 metri, ma senza la garanzia ufficiale europea e con costi di importazione elevati. Ecco perché, mentre l'Australia festeggia la Rhino, in Europa la Jimny resta soltanto un bel ricordo.


